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Morì durante un intervento per la rimozione di una ciste ovarica: a processo 2 medici del Gaslini

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Genova. Morì a causa di un intervento per l’esportazione di una cisti ovarica e per questo adesso sono giudizio due medici dell’unità operativa Ostetricia e ginecologia dell’istituto Gaslini.

I fatti risalgono al 2013, quando la donna perse la vita a seguito dell’operazione che doveva essere effettuata con la tecnica della laparoscopia. Secondo l’accusa nell’introdurre il ‘trocar’ all’altezza dell’ombelico della paziente sarebbe stata provocata una lesione con conseguente ampia emorragia. In seguito, dopo che si erano verificati un brusco calo dell’anidride carbonica e ipotensione e dopo che erano state escluse altre possibili cause dell’emorragia, sarebbe stato introdotto un drenaggio addominale anziché eseguire la laparatomia esplorativa che sarebbe stata effettuata con un ritardo di circa 40 minuti.

Questa operazione permise di ridurre l’emorragia, ma non provocò la ripresa della funzione cardiocircolatoria autonoma e la donna morì. L’inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore Stefano Puppo. I due medici sono difesi dagli avvocati Nicola Scodnik e Piero Agustoni.

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