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“Kavo Promedi rapina a mano armata”, striscione di CasaPound

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Genova. CasaPound ha affisso nella notte uno striscione contro la delocalizzazione ‘occulta’ dell’unica filiale italiana del gruppo tedesco arrivato in Liguria nel 1971 e dal 2005 acquisito dalla Danaher, colosso multinazionale da oltre 60.000 dipendenti.

“Nella notte tra venerdì e sabato scorsi – ricostruisce Cpi in una nota – alcuni tir di una ditta di trasporto polacca, in tutta fretta e scortati da vigilanti privati armati, hanno cominciato a smontare le macchine della Kavo Promedi di Genova Nervi. All’alba si è però palesata la verità: un operaio è riuscito a dare l’allarme e a chiamare a raccolta gli altri lavoratori, che si sono radunati davanti allo stabilimento per impedire la delocalizzazione forzata della filiale. Due tir sono riusciti a partire, mentre un terzo è rimasto bloccato dalla protesta degli addetti, che sono riusciti ad arrestare il convoglio. Nel pomeriggio sono arrivati gli assessori all’industria di Regione e Comune, che hanno ottenuto da Confindustria di aprire un tavolo di crisi per affrontare la vertenza. Vertenza che, peraltro, nasce solo con il tentato colpo di mano: l’azienda è infatti in salute e meditava addirittura investimenti per il prossimo futuro”.

“È purtroppo già successo che un imprenditore decida di trasferire impianti e macchinari durante le ferie forzate – spiega CasaPound Italia – Ma che per farlo debba intervenire con guardie armate è probabilmente un caso più unico che raro, e che rimanda alle lotte ottocentesche tra ‘padroni’ e lavoratori, un salto indietro di due secoli. E che getta una pessima ombra sul futuro industriale dell’Italia, ormai condannata a fare i conti con una concorrenza che si vorrebbe ‘globalizzata’ ma che in realtà non è altro che puramente sleale, e un passo ulteriore nella cancellazione dei diritti dei lavoratori, originatisi dalla Carta del Lavoro fascista del 1927, e tramontati nel precariato degli anni ’90 prima e nel Jobs Act poi, e in casi come quello della Kavo Promedi, che rappresentano non un caso unico, ma la normalità della Globalizzazione e della svendita delle risorse industriali e della cancellazione delle identità nazionali. CasaPound si opporrà sempre a queste forze disgregatrici del tessuto della Nazione, e sarà sempre sulla barricata dalla parte della Sovranità e dei lavoratori italiani”.