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In consiglio

Kavo Promedi, da Tursi condanna unanime al comportamento dell’azienda tedesca “che scappa via di notte”

"Una ferita per tutta la città"

Kavo Promedi, tir e guardie armate per portar via gli impianti

Genova. E’ una condanna unanime quella che arriva dal consiglio comunale di Genova nei confronti dei manager della Kavo Promedi, che all’alba di sabato hanno tentato di portar via tutti gli impianti e i macchinari senza che i 16 lavoratori dell’azienda di via del Commercio a Nervi sapessero che nei loro confronti era partita una procedura di licenziamento collettivo.

Sul punto sono intervenuti i consiglieri Stefano Anzalone (Gruppo Misto), Simone Farello (Pd), Giampaolo Malatesta (Gruppo misto) e Mauro Boccaccio (M5S) con altrettante interrogazioni a risposta immediata a cui ha risposto l’assessore allo Sviluppo economico Emanuele Piazza, che ha seguito in prima persona la triste vicenda a partire da sabato pomeriggio quando insieme all’assessore regionale Edoardo Rixi è arrivato davanti ai cancelli, presidiati da operai e delegati Fiom, mediando per oltre due ore con l’azienda che voleva che la polizia sgomberasse il presidio con la forza, in modo da far partire l’ultimo camion entro le ore 18.

Così non è stato e ieri nell’incontro in Confindustria si è svolta la prima tappa della trattativa sindacale. Tredici operai su sedici sono stati messi in aspettativa retribuita e se le speranze che l’azienda cambi idea sono praticamente nulle, quantomeno l’obiettivo è che per i lavoratori venga previsto un indennizzo per quanto subito.

“E’ stata una ferita per tutta la città – ha ribadito Piazza – che ha lasciato sgomenti tutti, compreso il mondo confindustriale genovese che con il direttore generale Sola è arrivato a Nervi per evitare che la situazione degenerasse. Come istituzioni continueremo a presidiare quel tavolo, che partirà formalmente il 15 febbraio, affinché i lavoratori vengano risarciti”.

Nel suo intervento il capogruppo del Pd Simone Farello ha sottolineato come sia necessario “che questa città faccia una riflessione con il mondo industriale. Non si possono chiedere alle istituzioni interventi per poter cresce e poi scappare via di notte. Anche gli imprnediotri hanno un ruolo sociale e sarebbe bene ricordarglielo”.

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