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Ilva, Bernini: “Soldi per lpu deve metterli Governo, sennò saltano infrastrutture e riqualificazione Cornigliano”

Per il vicepresidente della Società per Cornigliano il governo "deve garantire le risorse o quantomeno la restituzione" dei 10 milioni che serviranno per due anni di lavori di pubblica utilità

Genova. “Aspetto di vedere il verbale definitivo dell’incontro al Mise dove società per Cornigliano non è stata invitata ma confermo che non c’è più una capienza sufficiente per deviare risorse dalle bonifiche e destinarle ad altro”. Si dice “sorpreso” il vicesindaco di Genova e vicepresidente della Società per Cornigliano Stefano Bernini dell’interpretazione emersa ieri circa gli impegni presi a Roma sull’accordo di programma dell’Ilva. “Mi sembra davvero strano che il Governo possa pensare di dire agli abitanti di Cornigliano che non si faranno più le bonifiche, il collegamento della strada a mare con le sponde del Polcevera e la riqualificazione del quartiere” commenta Bernini. “Una volta che avremo completato il piano di spesa forse ci potrà avanzare qualche milione, ma evidentemente nessuno può pensare di prendere 10 milioni dalla Società per Cornigliano senza che il Governo ci metta delle risorse”.

Tra le opere che Società per Cornigliano deve realizzare con i circa 37 milioni a disposizione a bilancio ci sono appunto il collegamento tra la sponda destra e la sponda sinistra del Polcevera con la nuova strada a mare Guido Rossa, la riqualificazione dell’area intorno a Villa Bombrini con la realizzazione di una palestra per il quartiere oltre di una parte attualmente vuota che potrebbe essere utilizzata per il nuovo ospedale del Ponente (sempre che quest’ultimo non sorga agli Erzelli). Poi c’è la partita complessa e costosa della bonifica dell’area Sot (solo questa avrebbe un costo compreso tra 5 e 20 millioni di euro), infine la riqualificazione di via Cornigliano e la viabilità da Cornigliano all’Ilva.

La nota ufficiale del Mise, a proposito dei lavori di pubblica utilità si limita spiegare che “il Viceministro Bellanova ha proposto un approfondimento tecnico sulle questioni relative ai lavori di pubblica utilità” ma nell’incontro sarebbe stato ribadito quanto previsto dal cosiddetto ‘emendamento Basso’. vale a dire lo stanziamento di 1,7 milioni di euro per integrare il reddito dal 60% al 70% fino a settembre. Dopo di che viene istituito un fondo di garanzia per i lavori socialmente utili, utilizzando i fondi di società per Cornigliano per alimentare il fondo.

Il viceministro nell’incontro ha confermato che le risorse per i lavori di pubblica utilità sono quelle della società per Cornigliano – spiega il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro a 24 ore dall’incontro – addirittura per lei non sarebbe stata necessaria nessun altro atto giuridico che invece è stato chiesto dalla Regione Liguria che teme un intervento della corte dei conti. Ma il tavolo tecnico che si aprirà riguarda solo gli aspetti di copertura giuridica”. Non solo, il viceministro nell’incontro ha parlato anche del cosiddetto emendamento Rixi “confermando – racconta il segretario della Fiom – di aver ricevuto la proposta della Regione Liguria di utilizzare i fondi di SpC come anticipo con un rimborso previsto tra il 2020 e il 2021 ma che il Governo in quel momento aveva valutato di non accoglierla”.

Secondo quanto emerso dall’incontro di ieri il “tavolo tecnico” sullo sblocco delle risorse, per cui servirà una norma ad hoc, e in cui probabilmente Regione, Comune e la stessa società per Connigliano cercheranno di convincere il Governo a mettere a disposizione delle risorse o a garantire la restituzione delle risorse che in questo modo verrebbero solo anticipate dal società per Cornigliano come prevedeva inizialmente l’emendamento, dovrebbe cominciare subito dopo l’apertura delle buste, il prossimo 10 febbraio, per la manifestazione di interesse sulla vendita dell’Ilva.

“Siamo fiduciosi che il Governo deciderà o di metterci delle risorse o garantirà che i soldi verranno restituiti a Società per Conrnigliano – ribadisce Bernini – perché non credo proprio che il ministero dell’Ambiente possa decidere di sottrarre fondi alla bonifica”. In alternativa il vicesindaco propone un’altra soluzione: “Nei primi anni dopo la stesura del dell’accordo l’autorità portuale ha incassato circa 13 milioni di euro destinati alla bonifica delle aree, prima della costituzione di società per Cornigliano che poi non sono stati mai girati. Se non arrivano i soldi da Roma, forse le risorse potrebbero arrivare da lì”.