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Gli rubano la bici, ciclista genovese se la prende con i militari: assolto

Genova. Una domenica di sport che si è conclusa nel peggiore dei modi: prima è stato vittima di un furto di bici e poi ha finito per essere arrestato dopo le sue lamentele decisamente troppo “sopra le righe” rivolte ad una vigilessa e ai carabinieri. Protagonista dell’episodio un quarantaduenne di Genova, F.C. che ieri era stato arrestato per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale dopo aver partecipato alla gara ciclistica Gran Fondo di Loano.

Questa mattina l’uomo, che è arrivato in tribunale ancora vestito da ciclista, è stato processato per direttissima ed ha finito per essere prosciolto da ogni accusa al termine del rito abbreviato. Nel corso dell’udienza di convalida infatti la vicenda è stata ridimensionata: l’accusa di resistenza è caduta perché come ha rilevato il giudice il comportamento dell’imputato non era mirato a “costringere i pubblici ufficiali a compiere un atto contrario ai propri doveri” (il presupposto che, come indicano i pronunciamenti della Corte di Cassazione, è necessario per contestare questo reato).

Di qui la scelta del giudice di contestare solo il reato di minacce per il quale però né la vigilessa né i carabinieri avevano presentato querela. Di qui la sentenza di non luogo a procedere per mancanza di procedibilità. In aula, tra l’altro, F.C. si è scusato per il suo comportamento che, come ha spiegato al giudice, era dovuto “all’esasperazione” per aver subito un furto di bici di grande valore.