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Caso De Paoli, Bruzzone lo bacchetta anche in genovese: “Così forse capisce meglio” foto

Dibattito in aula la prossima settimana quando interverrano anche il consigliere De Paoli e il presidente Toti

Genova. Si terrà probabilmente la prossima settimana il dibattito sul cosiddetto caso De Paoli, in merito alla presunta quanto gravissima frase pronunciata a margine della seconda commissione regionale ad alcuni rappresentanti di Agedo (“Se mio figlio fosse gay, lo brucerei in un forno”). Lo ha detto il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone che questa mattina in apertura dei lavori dei consiglio.

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“Sicuramente il consigliere ha detto qualcosa – ha detto in aula il presidente – se la frase dovesse essere stata quella che ho letto sui giornali i fatti sarebbero di una gravità inaudita ma sottolineo il condizionale perché non esiste certezza. Se nella frase ci fosse il “non” ritengo comunque opportuno stigmatizzare l’espressione perché.

Poi Bruzzone si è rivolto direttamente al consigliere De Paoli: “Mi ci sono rivolto in genovese perché come me lui è un uomo di campagna e magari capisce meglio” ha spiegato a dire Bruzzone fuori dall’aula. “D’ä stiva nu se parla, cun sti arguenti. A stiva a doviemu pe fä atre cose”.

Nessun provvedimento quindi in attesa del dibattito. E nessuna dichiarazione dal parte del presidente della Giunta Giovanni Toti a cui il Pd aveva chiesto di intervenire già in oggi in aula: “Se si dibatte oggi io non ho problemi a parlare oggi, se parliamo la prossima volta io parlo la prossima volta. Se il Pd non è d’accordo con se stesso è un problema suo”. Anche De Paoli tace e sarà chiamato ad intervenire nella prossima seduta monotematica.