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A1 maschile

Bogliasco-Acquachiara, Duilio Puccio: “Basta punti persi”risultati

Biancoazzurri in trasferta forzata a Busto Arsizio

DUILIO PUCCIO

Bogliasco. Seconda giornata di ritorno e la Rari Nantes Bogliasco gioca in casa, alla “Vassallo”… anzi no, alla “Manara” di Busto Arsizio. Motivo? La giornata di squalifica della piscina di casa.

Fermati dal giudice sportivo anche il team manager Gianni Fossati ed il portiere Edoardo Prian; la società ha presentato ricorso. Si gioca alle ore 14 contro la Carpisa Yamamay Acquachiara, arbitri Paoletti e Petronilli.

Presenta la partita Duilio Puccio: per lui è il secondo anno alla Rari Nantes Bogliasco, prima stagione in A1. Uno dei giovani nella rosa della prima squadra.

Cominciamo dalla vasca. “Per me è la prima volta ma al di là di questo: non è casa nostra. Allora porteremo in trasferta anche il cuore e l’anima del Bogliasco e faremo come se fossimo alla ‘Vassallo'”.

Ed ora gli avversari, loro a 26 punti, Bogliasco Bene a 19. “Squadra forte, ma il ricordo della partita di andata è ancora vivo. Per i primi due tempi praticamente non siamo scesi in vasca, remuntada nei restanti, avremmo potuto portarla a casa ma ci siamo svegliati troppo tardi, non deve succede più. Hanno comunque giocatori importanti, dai fratelli Luongo agli ex Marziali e Lanzoni per non parlare del campione del mondo Perez. Di lui ho un ricordo bellissimo, è stato il mio allenatore al Nervi e vincemmo il campionato under 13. Insomma giocatori con grande esperienza”.

Il Bogliasco? “Siamo noi che ce la possiamo giocare, sempre e comunque ma basta punti persi. E’ successo con Canottieri, Savona, Vis Nova, Trieste, dovevamo essere in un’altra posizione di classifica”.

Come bisogna entrare in acqua? “Concentrati, cattivi e con tanto cuore. Sicuri delle nostre potenzialità, determinati a farci valere. Non arretrare nemmeno di un millimetro piuttosto avanzare e non fermarsi”.

Per te la prima esperienza in Serie A1. “Mi trovo molto bene. Abbiamo la fortuna di avere Daniele Bettini che è un ottimo allenatore, che ci trasmette fiducia, una dote che ritengo fondamentale. Poi i compagni di squadra che sostengono noi giovani, con esperienza e consigli”.

Guidaldi che è anche il tuo allenatore nell’Under 20. “Ed è arrabbiato perché abbiamo commesso un passo falso a Lavagna, quindi stiamo lavorando: non dobbiamo sottovalutare nessuno perché l’obiettivo è arrivare primi nel nostro girone. Ci manca Fillo Gavazzi, sia in prima squadra sia con gli juniores: è il nostro capitano, in acqua, da seguire e da ascoltare sempre”.

Ci pensi alla Nazionale? “Certo. Ho partecipato ad alcuni collegiali ma non sono mai entrato nel gruppo dei tredici. Penso sia giusto continuare a lavorare anche per quell’obiettivo”.

La famiglia Puccio ora è tutta bogliaschina, quest’anno sono arrivati anche i tuoi fratelli. “Ci siamo riuniti. Eugenio ha 12 anni e Vittorio e ha 14; rispetto alla mia esperienza felice della scorsa stagione con gli allenatori Sbolgi e Guidaldi abbiamo deciso di continuare il nostro percorso qui e tutti insieme”.

Mamma e papà? “Non sono pallanuotisti. Mamma Paola ginnastica artistica, papà Maurizio arti marziali ad alto livello, è campione europeo Master di brazilian jiu jitsu, ma il suo migliore amico Piero Nelli giocava e gli ha consigliato per noi questo sport: ha fatto bene”.

Quattro borse da disfare, chi ci pensa? “La mamma. Eh lo so che dovremmo farlo noi, ma è diventata una tradizione”.

Andate d’accordo tra fratelli? “Sì, peccato che abbiamo poco tempo per stare insieme, tra scuola, allenamenti, amici, fidanzata. Parliamo di pallanuoto, mi chiedono consiglio, mi fa piacere”.

Settimana di Festival di Sanremo, lo segui? “No, la musica che ascolto è quella prima delle partite, quando mi concentro. Rientra nei riti scaramantici: dal primo anno Under 17 ho sempre lo stesso costume, liso, stretto, sempre presente. Poi il caffè prima della partita, l’accappatoio addosso fino all’ultimo”.

Hai detto fidanzata, tutto pronto per San Valentino? “Si chiama Marina, viene a vedere le partite, le piace e sono felice. Ma per festeggiare non ho ancora pensato a niente”.