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Liguria

Appalti pulizie nelle caserme della finanza: lavoratori pronti allo sciopero

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Liguria. La Uiltrasporti della Liguria denuncia la grave situazione che si è venuta a creare nel settore degli appalti delle pulizie nelle caserme della Guardia di Finanza di Genova e della Liguria, situazione che se non vedrà una rapida soluzione, sfocerà in uno sciopero degli addetti.

In particolare il sindacato fa riferimento all’impresa Punto Services srl che ha avuto in appalto il lavoro dal 20 ottobre 2015 al 15 gennaio 2016. La Uiltrasporti ha fatto presente alla Guardia di Finanza, che ha recepito la segnalazione, che l’impresa non ha ancora provveduto a liquidare lo stipendio di dicembre 2015, tredicesima e mese di gennaio ai circa 30 dipendenti che operano in tutta la Liguria.

“Parliamo di lavoratrici e lavoratori che guadagnano in media 500 euro al mese e che affrontano ogni giorno anche molti chilometri per raggiungere le sedi di lavoro – spiega Silvana Comanducci, segretario regionale Uiltrasporti – Persone che a ogni cambio di appalto perdono salario e diritti a causa di un sistema degli appalti che non tutela lavoratori già penalizzati da concessioni assegnate, solitamente, al massimo ribasso”.

Vista la grave situazione economica in cui versano gli addetti, che da tre mesi non percepiscono quanto dovuto, la Uiltrasporti ha chiesto all’ultima azienda subentrata nell’appalto provvisorio di anticipare il pagamento della prima retribuzione. In questo modo si è potuto alleviare il grande disagio vissuto dalle lavoratrici e dai lavoratori in questo periodo. Gli addetti, di fatto, fanno fatica anche ad acquistare beni di prima necessità. L’azienda Coral Service ha accolto positivamente la richiesta della Uiltrasporti provvedendo, quindi, ad effettuare i bonifici come da impegno preso con l’organizzazione sindacale.

“Permane forte preoccupazione per il futuro dell’appalto che in attesa dell’aggiudicazione definitiva vedrà susseguirsi le imprese con brevi affidamenti che mettono a rischio continuità lavorativa e salario”, conclude Silvana Comanducci.