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Acciaio, sindacati chiedono tavolo nazionale. La Fiom sull’Ilva: “Serve intervento pubblico”, la Uilm: “Ok privati ma tutela ambiente e occupazione”

Roma. “La Fiom non e’ per la nazionalizzazione dell’Ilva, ma e’ convinta dell’opportunita’ di un intervento pubblico sull’Ilva come prevedeva l’ottavo decreto sull’Ilva”. Cosi’ il segretario nazionale della Fiom Rosario Rappa chiarendo la posizione del sindacato guidato da Maurizio Landini sul salvataggio dell’Ilva a margine dell’Assemblea di Fim-Fiom-Uilm sul settore siderurgico dove è stato chiesto un tavolo nazionale per affrontare la questione dell’acciaio.

Tema centrale è stato comunque quello di Ilva: “Per la sua ristrutturazione e il suo rilancio L’Ilva ha bisogno di un intervento pubblico – ha proseguito Rappa – realizzabile attraverso Cdp, fondi pensionistici come l’Inail e l’Inps, gruppi a partecipazione pubblica come l’Enel. Il modello – ha aggiunto – potrebbe essere quello di Finmeccanica dove lo Stato ha un 30% e il 50% e’ in mano a un’azionariato istituzionale. Quello che dobbiamo evitare e’ un’Alitalia 2”.

“Dopo due riorganizzazioni siderurgiche europee non siamo piu’ disposti a perdere posti di lavoro e volumi di produzione. E questo vuol dire che non siamo disposti a perdere la prima acciaieria d’Europa. L’Ilva di Taranto”ha detto il segretario nazionale della Uilm Rocco Palombella. “Con l’Ilva dobbiamo rilanciare la siderurgia come settore compatibile con l’ambiente e la salute. E impedire la concorrenza di Paesi che non rispettano ne’ l’ambiente ne’ la salute dei lavoratori”. Sull’Ilva Palombella ha aggiunto che “bisogna accelerare il processo di privatizzazione, ma il Governo deve garantire che il passaggio ai privati rispetti l’ambiente e i livelli occupazionali”.

Per il segretario nazionale della Fim-Cisl Marco Bentivogli il Governo deve “riattivare il tavolo dell’acciaio e dell’alluminio per fronteggiare in modo complessivo una situazione sempre piu’ difficile. Occorre ricostruire una piattaforma comune di impegno, condivisa fra industriali, sindacati e governo”. “Finora – ha detto Bentivogli, abbiamo affrontato le diverse vertenze aziendali singolarmente, ma per rilanciare il settore da cui dipende tutto il manifatturiero occorre una visione d’insieme”.