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Vespe in centro città, il Comune sospende il blocco. Ma i motociclisti chiedono di più

Libero accesso alle strisce gialle e rassicurazioni sul parcheggio gratuito delle moto. E lanciano l'idea del Festival della Vespa

Genova. Tutto fermo, per almeno 2 mesi, fino ad aprile 2016. L’ordinanza antismog del Comune che avrebbe vietato l’ingresso in centro città a circa 20 mila moto e 25 mila auto troppo inquinanti rimane nel limbo. Tuttavia Tursi non molla: “escludiamo un rinvio sine die del provvedimento, – sottolineano gli assessori comunali a Traffico e Ambiente, Anna Maria Dagnino e Italo Porcile -. La giunta Doria intende prescrivere la sospensione della circolazione, dando più tempo per adeguarsi ai cittadini interessati”.

Una innegabile vittoria per i motociclisti, che si erano sollevati contro il provvedimento: “Abbiamo vinto il primo round, il Comune ha fatto marcia indietro – spiega Romolo Benvenuto, presidente dell’associazione Due ruote in città – Per noi l’obiettivo non è la sospensione, ma la revoca dell’ordinanza e questo continuiamo a chiedere”.

Dal canto loro i motociclisti mantengono la “spada di Damocle” della manifestazione di protesta, anche se per ora preferiscono la linea della cautela. “Vediamo che cosa scriverà il sindaco nel nuovo provvedimento, quali saranno aree e orari – prosegue Benvenuto -, ma vogliamo anche capire se contestualmente si inaugurerà una politica delle due ruote”.

Le associazioni infatti non escludono l’ipotesi di trovare assieme a pubblica amministrazione quelle forme che possano permettere a poco a poco l’uscita dal traffico quotidiano dei due tempi euro 0, ma in cambio chiedono misure incentivanti per chi sceglie lo scooter per muoversi. In poche parole, anche se nessuno lo dice esplicitamente, libero accesso alle strisce gialle e rassicurazioni sul parcheggio gratuito delle moto. “Genova è finita sui quotidiani mondiali come capitale della Vespa – conclude Benvenuto – ci aspetteremmo che il Comune cavalcasse questa notorietà. Un Festival della Vespa, un raduno annuale o quant’altro e non certo la chiusura verso quella che rappresenta una vera e propria risorsa”.