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Tutti contro il blocco delle vespe: “è un pasticcio, ritiratelo”

La richiesta è quella di sospendere i provvedimenti anti-smog

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Genova. Agg.h.12.38. La commissione è stata rinviata al 20 gennaio ed è stato comunicato al sindaco che la maggioranza dei gruppi chiede di ritirare il provvedimento.

Protesta dei vespisti a Tursi

Sospendere il provvedimento antismog del comune di Genova e aprire una discussione ampia, ma anche proporre abbonamento a prezzi scontati per chi rottama gli euro zero, dall’abbassamanetp della velocità nei centri urbani alla riduzione delle temperature di qualche grado nelle case, fino ad arrivare a un tabù di cui nessuno vuole parlare, ovvero l’istituzione di zone a traffico limitato in cui si può entrare solo a pagamento.

Sono state tantissime le ipotesi prospettate, in Consiglio Comunale, nel corso della commissione che ha affrontato il tema dell’ordinanza antismog, varata dalla giunta, che entro febbraio bloccherebbe 20mila vespe, nel corso del quale sono stati anche ascoltati i rappresentanti delle associazioni dei motociclisti genovesi che rischia di sfociare, se non si troverà una soluzione, in una protesta.

Un provvedimento contestato da tutti, sopratutto nella tempistica, un mese solo per costringere ventimila famiglie a cambiare il modo di muoversi in città, oltre che nel metodo visto che, fino a oggi, non c’è stato un confronto che, forse, non ci sarebbe stato neanche oggi se le associazioni non avessero deciso di andare a Tursi per assistere ai lavori della commissioni. Posizioni molto dure anche da parte della stessa maggioranza con gli interventi, molto duri, del capogruppo Farello e del consigliere Villa.

A prendere la parola, quindi, in sala rossa, i portavoce delle associazioni e dei club che hanno chiesto il blocco del provvedimento ma hanno anche allargato il campo a tutte quelle misure che possano portare a una vera alleanza tra motociclisti e amministrazione per ridurre il traffico nelle città attraverso misure che possano incentivare le due ruote e non provvedimenti punitivi in una città che, proprio grazie alle moto non ha problemi di inquinamento.

A parlare in aula anche Federico Valerio, gia direttore del laboratorio di chimica ambientale dell’Ist che ha spiegato come i maggiori fattori di inquinamento sulla città derivino dall’attività portuale. “Dall’inventario delle emissioni elaborato da ARPAL si evince che nel 2011 il parco veicolare leggero ha emesso in atmosfera 633 tonnellate di ossidi di azoto e le moto 40,7 tonnellate – ha sottolineato Valerio – contemporaneamente le navi in porto, con i loro generatori diesel sempre accesi hanno emesso in atmosfera 7.940 tonnellate di ossidi di azoto, una quantità dieci volte superiore.

Ma Valerio ha puntato il dito anche contro la gestione del trasporto pubblico. “Dal 2013 al 2015 l’AMT, a causa dei tagli ai servizi, ha perso 9 milioni di passeggeri che inevitabilmente, lasciato l’autobus, sono saliti su auto e moto. E se il sindaco non può deliberare sulle scelte portuali, ma può denunciare eventuali responsabilità – conclude Valerio – sul fronte della mobilità pubblica la responsabilità è tutta sua”.