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Smog, Italia Nostra: “Limite dei 30 km/h in città e più alberi nelle strade”

Continua il dibattito dopo sull'ordinanza antismog, rinviata ad aprile. Ma il traffico è solo al terzo posto nella classifica degli inquinanti

Genova. Traffico e smog. A poche settimane dall’emergenza che ha interessato un po’ tutta l’Italia, ma che a Genova il clima ha disinnescato, il dibattito su quali misure adottare ferve imperterrito. Mentre l’ordinanza avanzata dalla giunta Doria va verso il rinvio almeno fino ad aprile e i motociclisti interessati dal possibile blocco si dicono pronti a marciare su Tursi, Italia Nostra prova a fare chiarezza durante un’audizione in Comune.

Un’occasione per focalizzare, dati alla mano, le priorità per contenere l’inquinamento. Ecco allora che il traffico automobilistico, pur inquinante, non è la prima causa delle emissioni: lo precedono riscaldamento domestico ed emissioni delle navi nel porto. Ciò non toglie, comunque, che la necessità di intervenire ci sia. 

“Nell’area metropolitana genovese – spiega il presidente della sezione di Genova Andrea Bignone – si contano circa 500.000 veicoli circolanti, che salgono a circa 700.000 nella Provincia. Questi scenari spesso sono il frutto di scelte sbagliate del passato, ma oggi si può invertire la rotta. Il graduale ridimensionamento dell’industria automobilistica infatti dovrebbe portare alla sua riconversione verso veicoli di trasporto collettivo, da utilizzare in sistemi innovativi della mobilità basati su servizi di trasporto collettivo collegati a servizi ad uso personale ma pubblici (ad esempio il car sharing), con quote residue di mobilità costituite da auto e motocicli puliti e a basse emissioni, sicuri e completamente riciclabili”.

Nel breve tempo la prima soluzione da adottare è per Italia Nostra la limitazione della velocità in tutti i centri storici, presenti in ognuna delle vecchie circoscrizioni, a 30 km/h: misura che garantirebbe una diminuzione degli inquinanti sino al 30%.

Asse portante di tutto il sistema della mobilità – continua Bignone – resta però il servizio pubblico di superficie, che anche in sovrapposizione con la metropolitana non deve essere soppresso. A questo scopo si deve, cominciando dalle linee di forza, arrivare a creare percorsi dapprima riservati poi protetti per il servizio pubblico riconsegnando al trasporto collettivo efficienza e qualità. Treno, autobus, funicolari, metropolitana, battelli, car sharing, bike sharing ecc: tutto deve essere integrato in un medesimo sistema tariffario“.

E poi, visto che Genova è una città “in salita”, servirebbero decine di ascensori, funicolari, cremagliere, sull’esempio di quanto realizzato in passato. Infine gli alberi. “Lungo le strade che sono state costruite in questi anni, ultima la strada a mare di Cornigliano, non è stata prevista nessuna barriera verde. L’albero – conclude Bignone – è direttamente legato alla nostra sopravvivenza e aiuta anche ad assorbire gli inquinanti sia acustici che volatili. Strade come via Sampierdarena, via Cantore, via Gramsci, solo per citarne alcune, possono tranquillamente essere alberate senza grosse modifiche alla sede stradale”.