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Shoah, Pastorino: “Il ricordo sia valore universale, ferma condanna per tutti i genocidi”

Genova. Convocata questa mattina la seduta solenne del consiglio regionale in occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria. “La Shoah è un crimine inestinguibile: quest’oggi la Regione ricorda tutte le persone imprigionate e trucidate dall’atrocità nazifascista – dichiara il consigliere di Rete a Sinistra Gianni Pastorino -; una giornata per non dimenticare, perché il crimine di settant’anni fa resti scolpito nella coscienza collettiva delle generazioni future”.

“Ricordare non è una scelta: è un impegno che risponde a un valore universale, affinché quanto accaduto non possa accadere di nuovo – prosegue Pastorino -; le sentinelle della politica devono dimostrarsi attrezzate: l’allerta non va smobilitata, nessuno in Europa o nel nostro Paese sia mai più vittima di regimi totalitari e dittatoriali».
«Auschwitz, Dacau, Terezin, l’infinita lista dell’orrore: ritratto indelebile della barbarie nazista, dove la macchina del genocidio si è espressa ai più alti livelli di crudeltà, spazzando via intere generazioni di ebrei e oppositori che lottavano per la libertà – ricorda Pastorino -; bisogna ricordare che oltre agli ebrei furono sterminati zingari, omosessuali, malati di mente: l’abominio accomuna tutti sotto la stessa bandiera”.

Ciò nonostante la storia si ripete, con implacabile diligenza: “le pulizie etniche di Vukovar e Srebrenica, i massacri fra Tutsi e Hutu in Ruanda, l’Ucraina sotto il giogo di Stalin, sono solo alcuni esempi – ricorda Pastorino –, perché il marchio dell’odio ha punteggiato tutta la storia del Novecento”. Rafforzare i processo di memoria collettiva, trovare le chiavi per la convivenza, lottare per conquistare una cultura condivisa: forse non è sufficiente, se non si va oltre la retorica; ma questa è l’unica via di salvezza.

“Oggi più che mai, quando l’ombra lunga del terrore si allunga di nuovo sull’Europa, c’è bisogno che la Memoria si traduca in una potente condanna per tutti genocidi – conclude Pastorino – abbandonare i distinguo, ricucire le distanze politiche, sarebbe la miglior prova per dimostrare che abbiamo finalmente appreso la più terribile lezione del “Secolo Breve”.