Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Scolmatore Fereggiano, in trecento in piazza per dire “sì”: “Nessuno fermi i lavori” foto

Critiche da Toti: "Invece di andare in piazza potevano fare i lavori" e dal M5S. I ricorrenti: "Non vogliamo bloccare opera"

Genova. “Nove sulla sdraio, novantamila nel fango: vergogna” recita lo striscione che ha aperto la manifestazione che si è svolta questo pomeriggio in Corso Italia proprio davanti alla struttura di copertura del cantiere dello scolmatore del Fereggiano che si innalza appena sotto il livello della strada. In piazza per la prima volta, al posto di uno dei tanti ‘comitati per il no’ c’era il popolo del “sì”, sceso in strada per chiedere che i lavori vadano avanti e che il ricorso al Tar presentato da alcuni abitanti della zona “non blocchi i lavori di un’opera attesa da troppo tempo in una città che non può dimenticare i morti e i danni delle alluvioni che l’hanno colpita in questi anni” spiega il consigliere del Pd Alberto Pandolfo che ha promosso l’iniziativa.

Protesta scolmatore

Circa trecento i genovesi che hanno partecipato alla manifestazione: molti i militanti del Pd, ma anche tanti residenti dei quartieri della Foce e di Marassi, fra i più colpiti dagli eventi alluvionali del 2011 e del 2014. Fra i politici anche l’assessore ai lavori pubblici di Tursi Gianni Crivello che ha ribadito come “l’opera sarà temporanea ed entro l’estate del 2018 sarà rimossa”, i presidenti dei municipi Bassa Valbisagno e Medio Levante Massimo Ferrante e Alessandro Ferrante, il segretario del Pd Alessandro Terrile e il consigliere regionale Giovanni Lunardon e i sindacati degli edili a cominciare dalla Fillea Cgil.

Degna di nota la presenza dell’ex coordinatore regionale di Alleanza nazionale Giorgio Bornacin: “Oggi sono un semplice iscritto a Forza Italia – spiega lui, ma abito in corso Torino e ho subito due alluvioni in tre anni, per questo ho scelto di essere qui”. Critiche alla manifestazione sono invece arrivate via twitter da governatore ligure Giovanni Toti: “Invece di manifestare oggi per lo scolmatore il Pd poteva realizzare quest’opera nei 10 anni passati. Sarebbe stato più utile”.

Negativo anche il giudizio del gruppo regionale del M5S che senza “voler mettere in discussione l’utilità del mini scolmatore” definisce la struttura di copertura del cantiere “ad enorme impatto ambientale e paesaggistico senza nessuna garanzia ufficiale che si tratti di un’opera provvisoria e, quindi davvero smantellata, a fine lavori”. Intanto attraverso i loro legali i firmatari del ricorso chiariscono di non voler in alcun modo bloccare i lavori dello scolmatore, elemento che emerge nelle premesse stesse del ricorso in cui si afferma: “I ricorrenti non si dolgono dello scolmatore, opera provvidenziale e attesa troppo dalla Città al prezzo di numerose vittima” ma si oppongono esclusivamente “al completamento e al mantenimento di un’opera manifestamente deturpante ed eccessiva”.