Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Quel ritardo che uccide le imprese. In Liguria la pubblica amministrazione paga a 95 giorni

La media del Nord Ovest è di 89 giorni. E a soffrire di più sono le piccole realtà

Liguria. La media italiana è di 99 giorni, con punte al Sud di 114 e nel Centro di 108. Sapere che in Liguria occorrono 96 giorni prima che la Pubblica Amministrazione saldi i suoi debiti nei confronti delle imprese potrebbe far gridare, una volta tanto, alla notizia positiva. Del tutto così non è.

Puntando l’obiettivo sul Nord Ovest, infatti, i dati dati Istat e ministero dello Sviluppo economico elaborati dall’Ufficio studi di Confartigianato certificano un valore fermo a 89. Quasi uguale a quello dell’ancora più virtuoso Nord Est, fermo a 86 giorni. Insomma, ancora una volta la nostra Regione non ne esce bene, a metà strada tra il Lazio, terza peggior regione con 119 giorni, e Veneto, che arriva a quota 81.

Non si tratta di un problema da poco: allo stato attuale parliamo di 12,9 milioni di fatture complessive, per un importo medio di circa 5.500 euro e un totale di oltre 71 miliardi a livello nazionale. Per molte imprese, spesso piccole, aspettare così a lungo significa entrare in crisi di liquidità e mettere a rischio la propria sopravvivenza. “Nonostante l’Italia abbia recepito ormai da tre anni la direttiva comunitaria che fissa a trenta giorni i termini di pagamento – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – e nonostante l’obbligatorietà di strumenti come la fatturazione elettronica, siamo ancora distanti dallo sradicamento di un malcostume che rappresenta un pesante danno economico alle nostre imprese e fonte di indebitamento”.

Secondo i dati del Mef, gli enti virtuosi “veri”, cioè quelli che effettivamente pagano entro i limiti di legge (in media in 20 giorni) rappresentano solo il 13,4% della spesa complessiva. Al contrario, dopo 34 mesi dall’entrata in vigore della normativa, per l’86,6% della spesa totale rimangono ancora disattese le prescrizioni della direttiva europea.

Un ulteriore indicatore significativo: per gli enti virtuosi “veri” l’importo medio della fattura è di 11.196 euro, mentre quello degli altri enti (che in media pagano dopo 141 giorni) la fattura media scende a 5.111 euro: “A dimostrazione che a soffrire di queste tempistiche “lumaca” sono proprio le realtà produttive di micro dimensione, che più spesso rimangono invischiate tra le maglie dei ritardi della Pa. E pensare che la soluzione semplice ci sarebbe anche: la compensazione secca tra i crediti vantati nei confronti della Pa e le imposte dovute al fisco”.