Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Pra’, seconda giornata di gare per la 10ª edizione del Trofeo G.S. Aragno foto

Alberto Razzetti è tra i grandi protagonisti

Genova. Non è ancora tempo di bilanci ma l’impressione, quando si entra all’Acquacenter I Delfini, è di grande gioia e divertimento: negli occhi delle ragazze e dei ragazzi in vasca, dei tecnici sul bordo, delle famiglie in tribuna. Ma anche negli organizzatori, una squadra di collaboratori e volontari che non si ferma un attimo, nemmeno quando la giuria stoppa i cronometri: loro sono in moto perpetuo, l’unico modo perché tutto sia perfetto.

Passione e professionalità che si esprimono quotidianamente, orgoglio di appartenenza, determinazione perché i primi 70 anni della società, il Trofeo di nuoto è di fatto il primo atto di un anno di celebrazioni della storica società ponentina.

Ma non c’è solo il nuoto, perché l’Aragno pallanuoto debutta nel campionato nazionale di Serie B e lo fa lontano da casa, a Torino.

Il presidente del club, Stefano Pitale, un passato da nuotatore e da pallanuotista (gioca ancora nel Campionato Uisp), viaggia con la squadra pronto a rituffarsi, domani, nella terza ed ultima giornata di gare. “Non ci facciamo mancare niente, ma è bello così – afferma -. Il Trofeo sta andando molto bene e anche per il debutto in Campionato ho buone sensazioni. I ragazzi sono carichi, un bel gruppo, il mister è sereno e finalmente si comincia perché cinque mesi di preparazione sono lunghi, troppo. Stiamo vivendo un bel momento, è interessante vedere il grande seguito che una società piccola come la nostra riesce ad avere, siamo molto soddisfatti”.

Tornando al nuoto, oltre ai nomi conosciuti e già citati presenti a Pra’ in questi giorni, la scelta è di soffermarsi su un giovane che viene già riconosciuto, da più parti, come un vero e proprio talento: Alberto Razzetti. Al Trofeo Aragno si è presentato con la maglia della Rappresentativa Ligure, nuota per il Lavagna ed il Genova Nuoto con i tecnici Davide Ambrosi e Marco Ardito.

Ha già nuotato i 50 delfino con 24″51, tempo che si avvicina molto al suo migliore e per questo già soddisfatto. Timido ma determinato, parla poco e nuota molto, classe 1999, delfinista, già in Nazionale, lo seguono papà Marco, mamma Barbara ed il fratello Enrico, 14 anni, anche lui già in vasca a girare le braccia: a margine delle gare si racconta.

Alberto, sei sotto i riflettori. “Sto cercando di fare bene, adesso ed in futuro. Ogni competizione a cui partecipo è di grande stimolo, come l’estate scorsa, con la Nazionale, ai Campionati Europei giovanili, con la categoria ragazzi abbiamo vinto l’oro nella staffetta 4×100 mista”.

E’ la prima volta che partecipi al Trofeo Aragno, le tue impressioni. “E’ una bella esperienza ed è uno stimolo. Mi sto divertendo”.

Cos’è per te il nuoto? “La mia vita”.

Giornata tipo. “Sveglia molto presto, treno, scuola, allenamenti”.

Quanti chilometri in un giorno? “Preferisco non contarli, mi viene male. Diciamo che con i doppi possiamo arrivare anche intorno ai 10, e sono pochi, essendo io un velocista, rispetto a quelli che nuotano altri”.

Ma sono fondamentali. “L’allenamento permette di costruire la gara, ogni centimetro nuotato può aiutare ad ottenere il meglio ed è fondamentale il rapporto con tecnici e compagni di squadra. Se stai bene ti alleni più volentieri”.

Come sei arrivato al nuoto? “Ho cominciato con i corsi, mi è piaciuto ed ho deciso di continuare”.

Sappiamo che sei un buongustaio. “E’ vero, mangiare mi piace parecchio. Nel mio menu preferito la pizza, con salame piccante e formaggio, oppure la carne di tutti i tipi ed in tutti i modi. Mi sforzo un po’ per le verdure e per la frutta perché so che non devono mancare”.

Stai frequentando la terza superiore, poi? “Non lo so vediamo dove ci porta il nuoto, se potessi continuare sarei molto felice”.

Il tuo mito? “Non c’è. Mi piace guardare tutti e rubare spunti, come correggere la nuotata, la virata, piccoli particolari che fanno la differenza”.

La tua gara preferita? “I 100 delfino, e qui ho avuto ottime sensazioni”.

Ti senti di ringraziare qualcuno per dove sei arrivato fino ad ora? “I miei allenatori, mamma e papà che mi aiutano anche nella logistica ed i miei compagni di squadra. Saluto ed abbraccio tutti”.