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Pensionato massacrato a Bolzaneto, Pinotti: “La comunità dei sinti collabori”. Interrogati i proprietari delle auto

Genova, “La comunita’ di nomadi di Bolzaneto e’ insediata da tanti anni in citta’ e convive con la comunita’ locale, mi aspetto quindi un aiuto da parte dei sinti per identificare i responsabili di questo episodio particolarmente grave ed efferato”. Cosi’ il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha commentato l’aggressione al pensionato di 63 anni per motivi di viabilita’ al casello di Genova Bolzaneto da parte di quattro persone che hanno poi lasciato le auto nel campo nomadi.

L’immediato intervento dei carabinieri nel campo e’ stato accolto in “modo ostile” e non collaborativo e i quattro non sono stati ancora identificati. “Gli aggressori sono un gruppo ristretto – ha aggiunto il ministro – e non bisogna percio’ generalizzare”. Il ministro questo pomeriggio ha fatto visita al pensionato che si trova ricoverato presso il reparto di neurochirurgia dell’ospedale San Martino di Genova.

Intanto i carabinieri oggi avrebbero interrogato a lungo i i proprietari delle due auto sulle quali viaggiavano gli aggressori. I due intestatari delle vetture, due Audi, rischiano un’accusa di
favoreggiamento. In merito a quanto accaduto, il procuratore di Genova Francesco Cozzi stamani ha voluto precisare che “i carabinieri che sono entrati nell’area per sequestrare le auto non sono mai stati ostacolati nel loro lavoro dai nomadi o da altre persone”. Secondo quanto appreso, quando i primi carabinieri del nucleo radiomobile sono arrivati al campo sinti il cancello d’ingresso era chiuso con un lucchetto tanto che i carabinieri sono stati costretti a scavalcarlo. I carabinieri inoltre per sequestrare le due auto hanno dovuto fare ricorso a due carri attrezzi perché nessuno nel campo gli ha fornito le chiavi
dell’accensione.