Mal'aria

Lo smog c’è e si vede: Genova prima per gli sforamenti di ozono

Ci salva solo il clima, ma neanche lui può fare miracoli

Dobbiamo ringraziare il clima, ma neanche lui può fare miracoli. E’ così che “Mal’aria di città 2016”, dossier pubblicato da Legambiente, mette il dito nella piaga anche per Genova. Non siamo a Milano o Roma, per carità, ma certo la qualità dell’aria lascia molto a desiderare, nonostante nel 2015 la Superba abbia sforato il limite di legge di 50 µg/m3 per le polveri sottili (PM10) “solo” 37 volte, appena sopra al limite consentito di 35.

Ad allarmare è infatti l’ozono. Genova svetta infatti al primo posto tra le città italiane (insieme a Rimini) in cui è stata superata la media del numero di giorni di superamento della media mobile sulle 8 ore di 120 μg/m3 registrata da tutte le centraline. Qui siamo a 64 giorni di sforamento, il limite si ferma a 25 g.

Il parametro degli ossidi di azoto, inoltre, risulta di poco sotto il limite con 38,6 µg/m3 ma continua a preoccupare, considerato che il dato genovese fa rientrare la città tra quelle che superano il limite da sette a nove anni, negli ultimi nove anni monitorati dal 2006 al 2014.

“Lo spazio pubblico nella nostra città – commenta Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria – è sacrificato in nome della mobilità privata che oltre ad inquinare sottrae superfici e territorio ad una mobilità dolce e collettiva. Il futuro delle città, per tutelare la salute dei cittadini, passa attraverso una forte attenzione ai pedoni, ai ciclisti urbani a chi utilizza quotidianamente il trasporto pubblico locale, bus, metro e treni. La fonte inquinante più pericolosa è il traffico veicolare perché è la sorgente di emissione immediatamente vicina ai nostri polmoni. Il traffico, tra l’altro produce un’altro fenomeno come l’inquinamento acustico che ha anch’esso riflessi negativi sulla salute e la vivibilità in città. E Genova è tra le città in cui questa presenza inquinante è maggiore. Non bisogna trascurare, ed è necessario gli enti preposti intervengano, anche le fonti portuali e industriali”.

Infine l’inquinamento acustico: in base ai rilevamenti effettuati nel 2012 sulla popolazione, l’87% dei genovesi sono esposti ad un inquinamento acustico per il fastidio diurno-serale-notturno con valori oltre i 65 decibel di rumore e il 76,3% è esposto a questo fenomeno per i disturbi relativi al sonno con valori oltre i 60 decibel. I livelli di rumore superiori ai 65 decibel sono indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come soglia di sicurezza per l’insorgenza di fenomeni di disturbo.

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