Libici arrestati a Genova: arrivavano a Sabrata, in mano all'Isis. I legali: "Documenti in regola" - Genova 24
Possibili fiancheggiatori?

Libici arrestati a Genova: arrivavano a Sabrata, in mano all’Isis. I legali: “Documenti in regola”

I tre provenivano dalla zona di Sabrata, oggi in mano all0

carcere marassi

Genova. Erano nati e cresciuti tutti e tre a Sabrata nella Libia occidentale conquistata dal Califfato a metà dicembre e da lì sembrano provenire, almeno da quanto risulta dalle targhe delle loro auto, Abdel Kader Alkourbo, Muhamad Sibratah Mosa e Mohamed Abdel Amar, i tre libici arrestati domenica sera in porto mentre sbarcavano da un traghetto da Tunisi con tre Hyundai identiche con documentazione non completa secondo la polizia di frontiera e la Digos e sopratutto con foto legate all’Isis sui cellulari. I tre sono rimasti in carcere dopo che il gip Cinzia Perroni ha depositato l’ordinanza di custodia cautelare ma i loro avvocati Pier Agostino Zurzolo e Rinaldo Romanelli, hanno già pronto il ricorso al tribunale del Riesame.

Per gli avvocati non è possibile che i tre restino in carcere per il reato di riciclaggio, “soprattutto visto che le auto non sono rubate ma di proprietà – spiega l’avvocato Zurzolo, difensore di Alkourbo – e quello che per la polizia è un documento provvisorio di circolazione per l’ambasciata libica a Roma è la normale carta di circolazione”.

Le foto? “Per loro è normale – spiega l’avvocato – tenere delle foto su quello che accade nel loro paese di origine proprio per fare vedere ai parenti cosa di orribile sta facendo l’Isis”. Alkurbo ha anche fornito agli investigatori il nome del suo contatto a Genova. si tratterrebbe di un certo “Mohammed” che gli avrebbe fornito il biglietto con cui lo scorso 12 dicembre è partito da Genova per Tunisi per tornare il Libia dove ha recuperato la sua auto (una Hyundai, bianca identica a quella dei due amici) e tornare il Svezia dove risiede con la moglie da 14 anni. I tre viaggiavano su tre auto identiche, con l’assicurazione fatta presso la stessa agenzia online olandese, pur essendo i tre residenti rispettivamente uno in Svezia, un altro in Belgio e il terzo in Libia.

Dopo l’arrivo a Genova i tre, secondo quanto detto in fase di interrogatorio di garanzia, ognuno sarebbe tornato a casa propria. Per gli investigatori invece, resta sospetto il fatto in una zona di guerra come quella di Sabrata sia possibile andare e venire, acquistare e vendere automobili senza un lasciapassare del Califfato. L’ipotesi, che al momento non è stata però tradotta in una contestazione formale, è che i tre siano possibili fiancheggiatori o finanziatore dell’Isis e le auto dovessero essere “ripulite” a Genova per essere poi trasferite in Belgio o nel Nord Europa. Per questo il gip ha chiesto che con urgenza vengano fatti nuovi accertamenti tecnici a cominciare dall’analisi dei dati contenuti nei cellulari, analisi che è cominciata questa mattina.