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Libia, i tre presunti terroristi restano in carcere. Oggi interrogatorio durato oltre 7 ore

Genova. Rimangono in carcere i tre cittadini libici fermati domenica nel porto di Genova con l’accusa di
riciclaggio di auto. Lo ha deciso, sulla base della richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dal pm Pier Carlo Di Gennaro, il gip Cinzia Perrone al termine del lungo interrogatorio, durato oltre sette ore, presso la casa circondariale di Marassi.

Carcere Marassi

Il gip Cinzia Perroni, che ha disposto la custodia cautelare in cella per Abdel Kader Alkourbi, Muhamad Sibratah Mosa e Mohamed Abdel Amar, scrive che “Non si puo’ escludere che i tre libici fermati in porto siano inseriti in un contesto terroristico internazionale che opera sistematicamente in questa maniera e per questo devono rimanere in cella”.

Sul cellulare di uno di loro sono stati, infatti, trovati elementi sospetti: foto di bambini con in mano delle armi, una con un ferito e altre che sarebbero riconducibili all’Isis, con miliziani armati e le bandiere del Califfato. Sono state trovate anche immagini di atti giudiziari relativi procedimenti
per vicende legate al terrorismo nei confronti di altri tre soggetti. Per Agostino Zurzolo, difensore dell’uomo che aveva queste foto, però, le immagini sarebbero in alcuni casi di parenti e in altre giustificate dalla volontà di far conoscere, nei paesi di destinazione, la situazione attuale della Libia.

Una situazione particolarmente complessa, spiega l’altro difensore, Rinaldo Romanelli, anche perché il pm non avrebbe contestato la partecipazione ad attività terroristiche internazionali ne l’aggravante di finalità terroristiche. “Si verifica quindi la singolare situazione in cui le esigenze cautelari – spiega Romanelli – sia dal punto di vista probatorio che del pericolo di reiterazione e fuga sono collegate a un reato che non esiste negli atti”.