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“Le parole della politica”, Gianrico Carofiglio a Genova

"Spesso anche politici in buona fede parlano una lingua incomprensibile e perdono il contatto con la realtà. Quelli in malafede? Vadano via"

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Genova. “La democrazia vive di parole precise e si ammala, e rischia di morire quando le parole sono confuse, non indicano più le cose, diventano strumenti di manipolazione. Per questo che parlare del linguaggio della politica e, in generale, del potere, non è una questione accademica ma diventa un tema centrale dell’etica civile”.

Gianrico Carofiglio

Così lo scrittore Gianrico Carofiglio, spiega il significato della conversazione con il Sindaco di Genova, Marco Doria, sulle “parole della politica”, organizzato dal gruppo consiliare Pd del Comune di Genova.

“Dobbiamo distinguere tra gli errori e le manipolazioni deliberate – spiega Carofiglio – tra i primi, certamente, c’è la convinzione, sbagliatissima, che il gergo possa essere capito dai cittadini. Molto spesso anche politici in buona fede parlano una lingua incomprensibile e perdono il contatto con la realtà. Poi ci sono le operazioni deliberate in cui il linguaggio oscuro, confuso e incomprensibile serve a nascondere l’esercizio del potere che si svolge nelle stanze riservate e non davanti a tutti, come dovrebbe essere in democrazia”.

Carofiglio, quindi, da un consiglio i politici. “A quelli in malafede io consiglierei di andare via, agli altri, che magari sbagliano in buonafede consiglio uno sforzo di consapevolezza. Dobbiamo imparare a dire parole che siano attaccate alle cose e che rispettino l’interlocutore”.