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La squadra femminile dell’Harvard University a Bogliasco foto

Da Boston alla Liguria per un common training con la Rari Nantes

Bogliasco. Da Boston a Bogliasco, per la pallanuoto. E’ la squadra femminile della Harvard University, che con l’organizzazione di Serena Gallone della DriftWood ASD è in tour in Italia. Un programma completo che parte da Bogliasco, appunto, tocca Firenze, termina a Roma. Ci sono piscine, musei, palazzi storici, natura, cultura, enogastronomia.

La squadra arriva alla “Vassallo” per un common training con la Rari Nantes Bogliasco. Una delegazione di sedici atlete, il coach Minnis, già a Bogliasco due anni fa con la squadra maschile, tre collaboratrici.

Sono griffate, perfette, coordinate, i colori sono il bianco ed il granata, il logo è l’H, prezioso ed antico come solo Harvard sa essere. Squadra giovane, dai 18 ai 22 anni, alcune di loro anche in Nazionale giovanile, arrivano dal Canada, dalla California, da New York, dall’Indiana. Hanno origini italiane, giapponesi, indiane, irlandesi, ma sono americane e tutte orgogliose di appartenere ad una delle università più importanti del mondo. Studiano e giocano a pallanuoto. Palestre, due piscine, sei corsie e olimpionica, utilizzate entrambe a seconda del lavoro in programma.

Ad aprile comincia il campionato. Solo chi vince la prima fase si qualifica per quella nazionale. A Boston è difficile avere sparring partner; un common training in Italia, quindi, è l’ideale.

Regista dell’operazione è Ted Minnis, ex portiere con una bella carriera, ora allenatore professionista ed appassionato.

Perché a Bogliasco? “Perché è bello, sono stato qui due anni fa con la formazione maschile, abbiamo lavorato molto e bene, ci siamo divertiti e già allora chiesi se potevamo tornare con quella femminile. Qui mi piace tutto, il paesaggio, il cibo, la gente. Qui tutti parlano e giocano a pallanuoto, c’è una grande passione. Qui giocava Serena Gallone ed è grazie a lei che abbiamo questa preziosa opportunità”.

Dal Massachusetts alla Liguria. “Culture differenti, ritmi e storie diverse. La Federazione Italiana Nuoto è conosciuta ed apprezzata ovunque, per l’ottimo lavoro che riesce a svolgere grazie all’impegno dei club e la Rari Nantes Bogliasco è uno di questi. Il mio obiettivo è migliorare e crescere, per questo abbiamo deciso di venire in Italia. Ad aprile comincerà il nostro Campionato e noi vogliamo essere pronti. Sono fortunato perché lavoro con atlete serie e motivate. Dedicano molto tempo alla preparazione, nuotano anche al di fuori dell’allenamento ufficiale. Sono serie ed appassionate considerando i ritmi e l’intensità di studio che viene richiesta da un’università come Harvard. Quando i loro compagni di corso si riposano, loro sono in palestra ed in piscina, con il sorriso sulle labbra”.

Programma di allenamento? “Sei giorni alla settimana. Nuotiamo, lavoriamo a livello muscolare, separando i vari distretti, proviamo gli schemi, attacco, difesa, superiorità numerica, nello staff ci sono collaboratori specializzati, sabato e domenica partite”.

Qual è il segreto americano? Non esiste un campionato ma la Nazionale, soprattutto femminile, è sempre sul podio. “Abbiamo portieri forti ma penso anche che il lavoro che si fa nei College sia di altissimo livello. Le pari opportunità hanno permesso la crescita anche della pallanuoto femminile, la lotta alla discriminazione ha contaminato in positivo anche lo sport e le ragazze, oggi, sono più forti dei ragazzi”.

Cosa pensi delle nuove regole, sei giocatori, campo da 25 metri? “Non mi convincono, sono per la tradizione. Ho giocato per molto tempo, ed ho le idee chiare su chi fa che cosa”.

Qui non solo per giocare a pallanuoto. “E’ straordinario per queste ragazze poter visitare i monumenti e conoscere la storia, quella studiata sui libri o vista in televisione. Siamo emozionati e affascinati: giochiamo a pallanuoto e possiamo fare tanto altro, un mix unico”.

Chi vincerà le Olimpiadi? “Nel torneo femminile Stati Uniti o Australia, in quello maschile c’è ancora troppa incertezza”.

Ognuno è orgoglioso di portare i colori del proprio club e della propria Nazionale, voi anche la storia della Harward University. “Sto vivendo il mio sogno. Allenatore ad Harvard, di una delle squadre più forti d’America, sono orgoglioso di portare questa H sul cuore, ogni giorno”.

Parlano le capitane: Eela Nagaraj e Yoshi Andersen.

Eela, venti anni, gioca da dieci, racconta la sua esperienza. “La pallanuoto è un grande sport, un’importante opportunità di crescita ma ci vuole passione. Studio Informatica, poi vorrei insegnare, ma voglio giocare fino a che potrò. E’ fantastico divertirsi con le proprie compagne di squadra. Adoro Harvard e sono orgogliosa di farne parte. Formazione e sport ad altissimo livello. Felice di essere in Italia, a Bogliasco, per me è tutto nuovo, non voglio perdermi nemmeno un secondo”.

Yoshi, per la prima volta in Italia, sta per finire il corso di studi, laurea in Ingegneria Ambientale; 22 anni, attaccante, cerca una squadra per la prossima stagione. “Qui è tutto così bello, si respira storia e cultura. La pallanuoto è una parte importante della mia vita, è una passione, gioco da tanti anni, anche in Nazionale giovanile. Tra sei mesi sarò ingegnere, desidero occuparmi di ambiente, impegnarmi contro l’inquinamento, prima però mi piacerebbe giocare ancora e fare un’esperienza all’estero, magari in Italia. Questa è l’occasione per farmi conoscere e per conoscere, anche la cucina locale, adoro tutto quello che è pasta, piazza, focaccia”.

L’Harvard University Waterpolo women team è composto da Lee Theodore Minnis, Rachel Lynn Lobato, Charlotte Anne Hendrix, Colby Frances Stapleton, Michelle Martinelli, Kristen Lauren Hong, Hollis Eleanor Jomo, Alexis Marie Del Toro, Cassandra Marie Churnside, Eela Nagaraj, Melissa Ann Balding, Nicole Mariah Daurio, Emily Mae Franz, Yoshiye Sidney Andersen, Samantha Audrey Acker, Samantha Yao Strutner, Zoe Lorraine Osborne.