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Ilva, la Fiom conferma lo sciopero di lunedì: “Emendamento non tutela reddito né rispetta accordo di programma”

Cauta la Fim: "Serve lettura attenta dell'emendamento, resta preoccupazione per vendita o non vendita". Soddisfatto il Pd genovese: "Salario messo in sicurezza".

Genova. “Non ho visto il testo dell’emendamento ma da quanto risulta dalle notizie di stampa l’emendamento approvato non garantisce la continuità di reddito né l’accordo di programma quindi per quanto riguarda la Fiom lo sciopero di lunedì resta confermato”. Lo ha detto il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro commentando l’approvazione da parte delle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera dell’emendamento presentato dal parlamentare del Pd Lorenzo Basso che prevede l’integrazione al reddito dal 60% al 70% per i lavoratori dell’Ilva di Cornigliano che usufruiscono dei contratti di solidarietà fino al 30 settembre 2016 con una copertura di 1,7 milioni.

“Fino a ieri ci era stato detto che l’emendamento doveva prevedere 10 milioni di euro per due anni, invece la copertura è inferiore al fabbisogno e arriva solo a settembre. Visto che a settembre ai lavoratori di Cornigliano scade il primo anno di contratti di solidarietà e grazie al Jobs Act il loro reddito scenderà al 50% e visto che nel frattempo il governo vuole vendere l’Ilva è evidente che l’obiettivo è ridurre da subito i costi e far sì che chi comprerà o affitterà l’Ilva abbia mano libera non solo rispetto ai vincoli ambientali ma anche sull’occupazione dato che di fatto così viene cancellato l’accordo di programma per Cornigliano”.

Più cauto il giudizio a caldo della Fim: “Da un lato potrebbe essere positivo l’avere un emendamento rispetto al non averlo – commenta Alessandro Tanda rsu Fim Cisl – chiaramente dovremo esaminarlo con attenzione perché le insidie sono dietro ogni angolo e potremo andare in assemblea lunedì mattina con le idee chiare sul da farsi. Partita ben più dura e che ci dà la preoccupazione maggiore è la partita sulla vendita del gruppo Ilva entro fine giugno perchè ad oggi non si hanno notizie su possibili acquirenti o cordate di acquirenti, né su un piano industriale per il rilancio dell’azienda e perché non sappiamo cosa succederà se l’Ilva a giugno non sarà venduta. Quindi se nella pessimistica idea che non venga venduta, credo serviranno a ben poco gli ammortizzatori di cui parliamo e per cui lottiamo oggi”.

Di tutt’altro tenore il giudizio del segretario del Pd genovese Alessandro Terrile: “Sono molto soddisfatto del lavoro dei nostri deputati, che oggi sono stati gli unici a difendere in commissione gli emendamenti per Cornigliano a cominciare da Lorenzo Basso che è riuscito a portare a casa il risultato di mettere in sicurezza il reddito dei lavoratori fino alla scadenza dei contratti di solidarietà”. “Non solo, l’emendamento prevede la possibilità che il reddito sia integrato fino all’80% grazie ai lavori socialmente utili, cosa che fa sì che per esempio i lavoratori potranno essere impiegati in attività come la stessa bonifica delle aree” dice Terrile. “Ora è importante – conclude il segretario del Pd genovese – che il Governo si impegni per dare un futuro alle acciaierie di Cornigliano attraverso gli investimenti necessari per la banda stagnata”.