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Ilva, fabbrica occupata: il corteo della Fiom blocca via Cornigliano fotogallery video

Il primo scopo della protesta di oggi è quello di fare in modo che l’incontro del 4 febbraio veda garantita la presenza del ministro Guidi

Genova. Agg.h.10. Il corteo sta bloccando via Cornigliano all’altezza della stazione. “Non ci muoveremo finché non ci diranno se all’incontro sarà presente un rappresentante del Governo”, dicono i lavoratori. Sono stati incendiati alcuni copertoni e un cassonetto è stato rovesciato in strada.

Ilva, Il corteo dei lavoratori

Agg.h.9.30. Il corteo si sta muovendo verso la stazione di Cornigliano.

I lavoratori aderenti alla Fiom dell’Ilva di Cornigliano, dopo l’assemblea in cui hanno votato l’occupazione della fabbrica, sono scesi di nuova in piazza e questa volta stanno dando vita a un corteo con i mezzi, che paralizzerà la città.

La decisione è stata presa dopo l’arrivo della mail inviata dal direttore del Mise, visto che, nonostante la data per un incontro a Roma sia stata fissata, quello che sembra ormai chiaro è che non si tratterà di un incontro con il ministro Guidi e con i firmatari dell’accordo di programma, ma di un primo incontro interlocutorio, probabilmente con lo stesso direttore del Mise.

“Abbiamo deciso l’occupazione della fabbrica perché pensiamo che il Governo abbia dato uno schiaffo alla città di Genova oltre che ai lavoratori dell’Ilva. Il governo vuole superare lo scoglio del 10 febbraio, senza intimorire i privati con l’accordo di programma di Cornigliano”. Il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro riassume così lo stato d’animo dei lavoratori dell’Ilva che oggi ad alzata di mano hanno deciso l’occupazione della fabbrica e ora sono in strada con i mezzi. “Il Governo senza dichiararlo sta strappando l’accordo di programma, per questo dobbiamo alzare la voce per difendere il reddito, i posti di lavoro e lo stabilimento stesso”.

Il primo scopo della protesta di oggi è quello di fare in modo che l’incontro del 4 febbraio veda garantita la presenza del ministro Guidi, confidando che “tutte le istituzioni locali che nei giorni scorsi hanno detto che quell’accordo deve essere garantito sostengano la nostra battaglia”.

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