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Franco Senarega (Lega Nord) visita la casa circondariale di Pontedecimo

Genova. Il consigliere regionale della Lega Nord Franco Senarega ha effettuato un sopralluogo all’interno della casa circondariale di Pontedecimo per conoscere più approfonditamente le dinamiche che interessano in generale le carceri e nello specifico, per confrontarsi con una realtà che fa eco, a livello mediatico, solamente se accadono fatti incresciosi come suicidi, violenze o evasioni.

“In realtà il mondo carcerario – spiega Senarega – è ricco di sfumature che spesso non si conoscono. Esistono alcuni lati positivi che vanno evidenziati, come l’efficienza del personale che vi lavora e la passione nello svolgere la propria professione, che si legge nel comportamento di molti dipendenti che operano in tale settore”.

Il carcere di Pontedecimo nacque come casa circondariale minorile, poi divenne esclusivamente femminile, mentre oggi in tale struttura sono presenti 66 detenute donne e 70 uomini (sex offenders) cioè autori di reati sessuali. Sono invece circa 103 i dipendenti della polizia penitenziaria tra amministrativi e non. “Il carcere di Pontedecimo è ben strutturato – continua Senarega –. Ci sono i locali adibiti alle cure sanitarie, quelli destinati ai colloqui, quelli addirittura rivolti all’accoglienza dei bambini parenti dei carcerati o figli delle detenute. Ricordo inoltre, come quello di Pontedecimo sia l’unico carcere femminile in tutta la Liguria”.

Una criticità è quella legata al fatto che non esiste un’unità cinofila in tutta la Liguria atta a sorvegliare la possibile presenza di droga all’interno degli istituti penitenziari e per questo ci si appoggia a unità che provengono da altre regioni, in primis Piemonte e Lombardia. “Nel corso della visita – aggiunge il consigliere – sono stato però colpito dal fatto che per la gestione e la sorveglianza dei detenuti, gli agenti della polizia penitenziaria non abbiano a disposizione nulla per tutelare la propria sicurezza, in sostanza non possano indossare nessuno strumento di difesa o di contenimento. E’ necessario e urgente quindi, che dal Governo centrale arrivi un segnale chiaro e tangibile che permetta al personale di lavorare in sicurezza, rivedendo le norme che regolamentano le dotazioni fornite ai poliziotti. Fortunatamente il vicepresidente Sonia Viale sta dimostrando una grande sensibilità sul tema delle carceri. L’intento da parte delle Istituzioni deve essere quello di lavorare per garantire il diritto alla salute ai detenuti, ma anche la sicurezza agli agenti di polizia che ogni giorno mettono a repentaglio la loro incolumità e non dimentichiamoci che prima di tutto questo, è fondamentale che ci sia la certezza della pena, cosa che purtroppo resta ancora oggi un miraggio”.