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Fiera di Genova: con Antiqua nove giorni di mostre, musica ed eventi

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Genova. Avvicinare i giovani al mondo delle arti e dell’antiquariato e valorizzare il patrimonio artistico di Genova. Con questo obiettivo intorno alla 22° edizione di Antiqua, la più vivace di sempre, cresce e si amplia il fortunato connubio tra Antiqua e “Antiqua in museo” e si trasforma in un evento culturale multidisciplinare che declina insieme antiquariato, arti figurative e musica grazie alla consolidata collaborazione tra gli organizzatori della rassegna fieristica, Genovastand Eventi e l’Accademia Ligustica di Belle Arti a cui si aggiunge quest’anno il Conservatorio Niccolò Paganini. Fortissimo il coinvolgimento di docenti e studenti, impegnati in lezioni dal vivo e performance musicali.

Nove giorni, dal 16 al 24 gennaio, tra mostre, musica ed eventi dedicati a tutti gli appassionati d’arte, illustrati oggi nella sede del Museo dell’Accademia.

Contestualizzare i pezzi d’antiquariato in ambiti moderni per metterne in luce l’unicità. E’ questo l’esercizio portato avanti quest’anno da Antiqua, dove sono stati realizzati piccoli ambienti dimostrativi arredati secondo questa logica. Cuore dell’esposizione saranno gli stand dei cinquantacinque espositori elegantemente allestiti nel padiglione Blu della Fiera di Genova, provenienti da tutta Italia che offriranno agli appassionati un viaggio nelle eccellenze dell’antiquariato, tra arredi, sculture, tappeti, porcellane, vetri, argenti e gioielli; moltissimi i dipinti con una scelta che parte dal Seicento per arrivare a una vasta selezione di tele della scuola ligure, da Pasquale Domenico Cambiaso a Giuseppe Pennasilico, e di artisti per i quali la riviera ligure rappresentò fonte inesauribile di ispirazione.

In mostra autentici tesori come due sculture portaluci di Domenico Parodi (Genova, 1672-1742, pittore, scultore e insaziabile mangiatore di cioccolato) con satiri che tengono in braccio dei putti, due straordinarie tele di Antonio Travi, detto il Sestri (Sestri Ponente 1608-1665), già pubblicati sulla copertina della monografia di Gianluca Zanelli dedicata all’artista. Soggetti assai rari in un epoca in cui il vedutismo non esisteva ancora, databili alla seconda metà del quinto decennio del Seicento, rappresentano due scorci tra rovine, tipiche del Travi, con popolane. E poi ancora, tra i dipinti, una “Venerazione di Cristo” di Giuseppe Cominetti (Salasco 1882 – Roma 1930) e due bellissime vedute: “Battello al largo” di Pompeo Mariani (Monza 1857 – Bordighera 1927) e “Porto di Genova” di Giorgio Belloni (Codogno 1861 – Mezzegra 1944). Di Johannes Glauber (Utrecht 1646 – Schoonhve 1726), esponente del secolo d’oro della pittura olandese, “Veduta della valle dell’Aniene”, di Gennaro Greco , detto il Mascarotta (Napoli 1667-1714) “Paesaggio con rovine antiche e figure”, di scuola fiamminga, derivato da una pala d’altare del Rubens, il dipinto su rame, raffigurante Madonna con Bambino, tra San Giorgio, Santa Maddalena e San Girolamo.

Per gli amanti del classico da menzionare un comò genovese Luigi XV, due comodini quadrifoglio Luigi XV e un particolarissimo mobile a due corpi in ebano con intarsi in avorio della seconda metà del XIX secolo proveniente dalla bottega di Fernando Pogliani a Milano. Da vedere un trittico, formato da un orologio “repubblicano” in bronzo con il datario che divide il quadrante in 30 giorni (quando tra il 1793 e il 1805 i francesi rinunciarono al calendario gregoriano per passare a quello repubblicano con 12 mesi di 30 giorni) e due candelabri dorati al mercurio e il piatto in maiolica realizzato da Gaetano Battaglia (Napoli 1850-1885). Per chiudere un insolito ricordo: un posteggio per cavalli datato 1893, timbrato dal Comune di Genova. Formato da una grossa pietra con un bastone in ferro incorporato con anelli era il “parcheggio riservato” dell’epoca offerto ai clienti di uno storico negozio di tappeti genovese, allora con sede in via Luccoli.

“Antiqua in Museo”, l’esposizione e la contestualizzazione di opere di particolare pregio prestate per l’occasione al Museo – dove è in corso la mostra “Volti d’artista” di Fulvio Magurno – da alcuni degli antiquari espositori in Fiera, presenterà, accanto al meglio della pittura genovese dal ‘300 al ‘900, una fine selection con molti dipinti di grande pregio: di Gian Domenico Tiepolo (Venezia 1726 – 1804) 14 acqueforti sulla Via crucis, di Francesco Botti (Firenze 1645-1711) “Ritratto di armigero”, a rappresentare la pittura ligure “Giovane con flauto”, di Luciano Borzone (Genova 1590-1645), di Pasquale Domenico Cambiaso (Genova 1811-1894) “Porto di Genova”, di Alfredo Luxoro “Fra gli scogli di Quinto”, “di Andrea Semino (Genova 1525-1596) “Angeli”, un olio su tela, laterale di un polittico, poi “Veduta di Genova col Santuario di San Francesco e il porto” di Ippolito Caffi (Belluno 1809 – Lissa 1866) e “Cartiglio in pietra con Madonna col bambino, fiori e frutta” di Frans Van Everbroeck (Anversa 1628-1672). E poi ancora Pietà, pietra policroma tedesca del XIV secolo, il Cristo crocifisso a braccia mobili del XV secolo della Bottega di Benedetto da Maiano, una scultura lignea raffigurante S. Elisabetta d’Ungheria , di manifattura tedesca della fine del 1500 e Leoni stilofori in marmo rosa di manifattura veneta datati tra il XII e il XIVsecolo. A destare la curiosità dei visitatori ci sarà il cassettone in lacca e pastiglia mosso sul davanti e sui fianchi con scene galanti, di manifattura genovese del XVIII secolo, appartenuto alla collezione di Ava Gardner battuta da Sotheby’s.

Antiqua sarà inaugurata domani, venerdì 15 gennaio, alle 18.30 (solo su invito). L’apertura al pubblico in fiera è da sabato 16 a domenica 24 gennaio, l’orario è nei finesettimana dalle ore 10 alle 20; da lunedì a venerdì dalle 14 alle 20. Il biglietto d’ingresso costa 10 Euro (8 euro il ridotto) e vale anche per l’ingresso al Museo dell’Accademia Ligustica (largo Pertini, adiacente Piazza De Ferrari) che per l’occasione sarà aperto tutti i giorni dalle 14.30 alle 18.30. Con il biglietto di Antiqua ingresso scontato (5 Euro anziché 7) alla mostra “Luciano Borzone, pittore vivacissimo nella Genova di primo Seicento” a Palazzo Nicolosio Lomellino (via Garibaldi)