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Family Day, Bozzo (Lega): “Spero che tutti i sindaci inviino una rappresentanza”

Genova. “In qualità di Coordinatore per la Liguria del Movimento Giovanile della Lega auspico che tutti i Sindaci della nostra Regione inviino a Roma una rappresentanza simbolica al Family Day, magari nella persona dei loro assessori più giovani. Questa sarebbe un’azione di buon senso vicina al sentire comune, altro che accettare supinamente il dislocamento di clandestini sul nostro territorio. Inutile ricordare che tale manifestazione non ha nulla di omofobo, ma serve unicamente a ricordare che la maggioranza silenziosa del nostro Paese è per la salvaguardia delle nostre millenarie tradizioni”. Lo scrive in una nota Fabio Bozzo.

“Ognuno di noi è libero di andare a letto con chi gli pare, quindi rifiutiamo ogni discriminazione sessuale, ma i bambini devono avere una mamma ed un papà, ergo diciamo no alle adozioni gay. Così come nessuno ha il diritto di giudicare i gusti privati di altri cittadini, ma tutti abbiamo il dovere di criticare le volgari pagliacciate che si vedono ai Gay Pride. Tali manifestazioni poco decorose, tra l’altro, servono solo a surriscaldare il dibattito e, paradossalmente, danneggiano principalmente la stessa causa che vorrebbero sostenere. La manifestazione del Family Day servirà anche a ricordare a Renzi ed ai suoi che, con i tanti e gravi problemi che attanagliano il nostro Paese, perdere mesi di inutili dibattiti parlamentari sulle unioni civili rappresenta un insulto per tutte quelle persone che non arrivano a fine mese”, prosegue.

“Infine come giovani leghisti concludiamo con una domanda provocatoria. Perché a sinistra ora fanno a gara per difendere i presunti diritti delle coppie gay? Non sanno che gli islamici, di cui la stessa sinistra favorisce a spada tratta l’invasione dell’Europa, ci hanno abituati ai video in cui buttano i gay dai tetti dei palazzi? E a sinistra non sanno che, tra il ’60 ed il ’62, i loro idoli Fidel Castro e Che Guevara assassinarono migliaia di gay nei lager rossi di Guanaha, Arco Iris, Nueva Vida e di Capitolo (quest’ultimo destinato ai bambini sotto i dieci anni!)? Capisco che a sinistra abbiano buoni motivi di vergogna per la loro stessa storia e che ora cerchino di nasconderla, ma passare dal maschilismo rivoluzionario stile La classe operaia va in paradiso alle volgari buffonate dei Gay Pride fa pensare ad un’ipocrisia ai limiti dello sdoppiamento di personalità”, termina Bozzo.