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Famiglia sequestrata e rapinata in casa a Rapallo: la banda cinese resta in carcere

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Rapallo. Restano in carcere i cinque rapinatori cinesi arrestati dai carabinieri di Santa Margherita. Stamattina, infatti, i militari hanno eseguito a Prato e Bologna le Ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere disposte dal gip di Genova.

I fatti risalgono alla notte dello scorso 18 agosto, quando tre malviventi di origine cinese fecero irruzione in un’abitazione di corso Assereto a Rapallo, dove abita una famiglia cinese. Da una prima ricostruzione dei fatti, la badante, una 38enne cinese, che poi risulterà sostanzialmente la basista del gruppo criminale, fu immobilizzata e imbavagliata dai malviventi, introdottisi nell’appartamento attraverso una finestra del bagno.

La donna venne poi liberata per poter accudire un bambino di 2 anni che aveva in custodia, in attesa del rientro degli altri familiari. Questi ultimi, una volta in casa, furono minacciati con un coltello e malmenati sino a quando non rivelarono dove fosse il denaro. Poi la fuga con un bottino di circa 10 mila euro tra contanti e preziosi.

Tutti i colpevoli furono arrestati lo scorso 23 dicembre, a Bologna e Prato, dove scattò il blitz dei carabinieri di Genova, condotto dall’Arma sammargheritese, con la collaborazione ed il supporto dei Comandi Provinciali locali. Gli elementi raccolti hanno quindi permesso al Giudice di Genova di emettere i provvedimenti restrittivi che questa mattina sono stati eseguiti dai Carabinieri e notificati ai destinatari, ancora detenuti nelle carceri di Prato e Bologna.

Nel frattempo è proseguita l’attività investigativa che ha consentito ai Carabinieri di Santa Margherita, in collaborazione con quelli di Lucca, di scoprire un’altra rapina messa a segno la stessa banda la sera del 13 dicembre a Capannori, sempre ai danni di un connazionale cinese.