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Europei femminili: l’Italia si arrende all’Ungheria, giocherà la finale per il bronzo

Azzurre nettamente sconfitte in semifinale; affronteranno la Spagna per la terza posizione

Rapallo. Il Setterosa affonterà la Spagna nella finale per conservare il bronzo. Le azzurre non sono riuscite a superare l’Ungheria in semifinale; sconfitte 10-5, è sfumato anche il pass olimpico messo in palio dai campionati europei.

Si andrà al torneo di qualificazione per Rio de Janeiro che dovrebbe svolgersi a Gouda, in Olanda, dal 21 al 28 marzo. Il condizionale è d’obbligo perché proprio le “orange” vicecampioni del mondo giocheranno la finale dopo aver superato ai tiri di rigore le iberiche campionesse uscenti. Comunque sia ci saranno in palio 4 pass olimpici per 12 squadre.

Le azzurre, che hanno già battuto la Spagna 9-8 nel girone preliminare, sono andate sotto 2-0 e progressivamente fino al 10-4, pagando la pessima percentuale in superiorità numerica (1 su 11) e lo scarso movimento contro la zona avversaria.

La partita. Si parte male. L’Italia subisce due gol nel primo minuto e mezzo. Keszthelyi dalla linea dei cinque metri e Kisteleki in controfuga cinque contro sei (per l’Ungheria era fuori Bujka) dopo che la conclusione di Garibotti in superiorità numerica era finita tra le mani di Gangl. Ci provano Bianconi e Di Mario ma è Garibotti (4’33”) a segnare il primo gol azzurro.

Italiane sotto di due gol, 5-3, a metà partita, ma aggressive. Simbolico il fatto che in chiusura di secondo tempo le magiare, in superiorità, non siano neanche andate al tiro. Per l’Ungheria doppietta di Illes e gol di forza di Bujka; per l’Italia Radicchi la mette nel sette da distanza siderale e Emmolo capitalizza la prima delle sei superiorità numeriche a favore, di cui una doppia. Era fuori Garda al secondo fallo personale.

Dopo ventidue minuti Ungheria sul +5. Czigany fa gol al terzo tentativo personale, Keszthelyi in contro fuga e Illes pesca il jolly sul filo dei trenta secondi. La differenza la fanno i gol in parità numerica. Di Mario e Queirolo ci provano senza fortuna.

Nel quarto tempo serve l’impresa. A Garibotti (27’23”) replica Bujka (28’43”). Il cuore non basta. L’impegno è massimo ma la media gol in superiorità numerica è imperdonabile: 1 su 12. Mentre la difesa in meno è ottima (2 su 8 per le ungheresi). Kisteleki ancora in controfuga chiude definitivamente la partita al minuto 28’53”. L’orgoglio azzurro nel gol di Bianconi che fissa il risultato e nel pressing fino all’ultimo secondo.

Il commento del ct Conti: “Congratulazioni all’Ungheria che ha disputato un’ottima partita. L’incontro è stato molto fisico e non siamo riusciti ad opporci nella giusta maniera. Le ragazze si sono innervosite col passare dei minuti e hanno sbagliato troppe superiorità, preferendo soluzioni individuali. Ho provato a invertire la rotta attraverso i timeout ma non ci sono riuscito. Abbiamo anche avuto l’occasione per rientrare in scia, soprattutto sul 5-3. Può accadere in una semifinale e contro una squadra evidentemente più in forma di noi in questo momento. La difesa ha tenuto abbastanza bene, anche se ha concesso qualche gol evitabile in parità. Invece il nostro attacco ha faticato a tenere le posizioni ed è mancata lucidità al tiro, ma soprattutto in fase di preparazione. Ora dobbiamo tenere alta la concentrazione. C’è un bronzo europeo da conquistare e poi ci sarà il preolimpico”.

“Questa sconfitta – afferma Emmolo – ci serva da lezione per le prossime partite, a cominciare dalla finale per il bronzo di domani con la Spagna e quelle delle qualificazioni olimpiche. Domani dobbiamo tirare fuori tutto quello che ci è mancato oggi”.

Il tabellino:
Ungheria – Italia 10-5
(Parziali: 2-1, 3-2, 3-0, 2-2)
Ungheria: Gangl, Czigany 1, Antal, Kisteleki 2, Szucs, Takacs, Illes 3, Keszthelyi 2, Toth, Bujka 2, Csabai, Garda, Kaso. All. Biro.
Italia: Gorlero, Tabani, Garibotti 2, Queirolo, Radicchi 1, Aiello, Di Mario, Bianconi 1, Emmolo 1, Pomeri, Cotti, Frassinetti, Teani. All. Conti.
Arbitri: Alexandrescu (Rou) e Koganov (Aze).
Note. Nessuna uscita per limite di falli. Superiorità numeriche: Ungheria 2 su 8, Italia 1 su 12.

Le statistiche di Italia-Spagna. Sarà la seconda volta che si affrontano in 48 ore, o poco più. Martedì scorso 9-8 per le azzurre nella partita che ha deciso il primato del girone B. Due anni fa, il penultimo precedente agli Europei è stato il primo perso dopo sei vittorie consecutive. Era il 20 luglio 2014 a Budapest nella terza partita del girone preliminare e vinse la Spagna 12-8, che poi conquistò il titolo battendo in finale l’Olanda. Italia quarta.

La squadra di oggi è la stessa di allora per 11/13; le novità sono Tabani e Pomeri al posto di Motta e Palmieri. Tabani ha preso la calottina numero 2 che a Budapest era di Radicchi (alla quale è andata la 5 che era di Motta) e Pomeri ha rilevato la 10 di Palmieri. Novità anche tra le campionesse europee in carica che, però, ai Mondiali di Kazan sono finite settime. Terze invece le azzurre in Russia.

A Eindhoven 2012 successo dalle italiane per 15-11 nella gara che riscattò la prima partita persa con la Grecia e suonò la carica per la sinfonia vincente delle tredici di Conti in terra olandese. La Spagna giunse quinta. Sei mesi più tardi i ruoli si invertirono e a Londra, con il Setterosa settimo, si illuminò la stella delle iberiche che, guidate da Anna Espar e Jennifer Pareja, conquistarono l’argento olimpico perdendo la finale con gli Stati Uniti 8-5. La linea era tracciata e l’anno dopo in casa a Barcellona fu titolo mondiale con vittoria 8-6 sull’Australia e rivincita ai quarti con gli Stati Uniti (8-6).

Prima del fantastico biennio, e pur non godendo del palmares e dalla gloria dei compagni maschi (un’Olimpiade e due Mondiali vinti), il sette iberico ha dimostrato una buona crescita soprattutto negli ultimi anni. L’unico trofeo internazionale in bacheca era l’argento continentale in casa a Malaga 2008, battute 9-8 dalla Russia in finale.

In totale sono 8 gli incontri dell’Italia con le spagnole: 7 vittorie e 1 sconfitta. La prima partita in assoluto a livello europeo risale a Sheffield 1993 con la vittoria 7-6 delle azzurre, poi quarte. Quella con il maggior scarto è l’8-2 dell’edizione di Prato 1999. In 8 confronti europei, 78 gol fatti e 63 subiti.