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Confesercenti Liguria chiede una revisione complessiva del Testo unico del commercio

Liguria. Il 19 gennaio una delegazione di Confesercenti Liguria, guidata dal direttore Roberto Orengo, è stata ricevuta in audizione dalla Regione Liguria per un confronto in merito alle ventilate modifiche al Testo unico del commercio. Ciò che più preoccupa le associazioni delle pmi e Confesercenti in particolare, come è noto, è che le novità proposte portino ad una drastica deregolamentazione del settore, tale da spalancare le porta all’insediamento di nuove superfici di media e grande distribuzione nei comuni della nostra regione. Comuni ai quali la giunta Toti intende revocare la competenza in materia di pianificazione commerciale, che tornerebbe in capo alla stessa Regione.

“L’eventuale ritorno delle competenze in capo alla Regione è per noi subordinato a quali indirizzi politici la stessa intende perseguire – ha spiegato Orengo – Questo anche alla luce di quanto previsto dal nuovo Piano Casa rispetto alla possibilità di demolizione e ricostruzione in aree diverse all’interno dello stesso comune, senza vincoli rispetto alle destinazioni d’uso previste dagli strumenti urbanistici comunali, ma considerando invece quanto previsto dalla programmazione commerciale regionale. Riteniamo che questi radicali cambiamenti e le negative conseguenze che ne potrebbero derivare, se non adeguatamente gestiti, debbano necessariamente contemplare la revisione completa della programmazione vigente”.

“Accanto a questo – prosegue Orengo – Confesercenti chiede la sospenione, fino all’approvazione di un nuovo testo regionale a cui arrivare comunque entro la fine del 2016, degli iter di apertura di nuovi ipermercati attualmente in discussione. Esprimiamo inoltre la nostra contrarietà alla soppressione delle zone cosiddette S.U. (superficie urbana qualificata) e I.U. (immagine urbana qualificata) dove la normativa attuale proibisce l’insediamento di medie e grandi superfici di vendita. Si tratta infatti delle aree corrispondenti ai centri storici e di pregio delle nostre città e che, come tali, devono essere tutelate da rigorosi vincoli urbanistici, tesi a preservare il tessuto commerciale esistente rappresentato dagli esercizi di vicinato”.