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Concluso il Trofeo Aragno: successo dell’Andrea Doria foto

Antonio Lucia e Marco Ghiglione commentano l'evento: "La migliore edizione di sempre"

Genova. Ci sono voluti nove anni prima che il Trofeo G.S. Aragno tornasse in Liguria. Sì, perché la 10ª edizione se l’è aggiudicata l’Andrea Doria.

Una festa lunga tre giorni: trenta nuovi record, con la conferma dei grandi nomi e la sorpresa dei giovani talenti, la commozione per il ricordo di chi non c’è più, la musica a palla, lo spettacolo del riscaldamento e delle gare, provando e riprovando quello che si prova e riprova ogni giorno.

Perché il Trofeo Aragno è uno show: fuori e dentro l’acqua. Il pomeriggio dell’ultimo giorno significa finali di tutti i 100. Prima però si balla ed il pubblico vota: la squadra di zumba dell’Aragno, la squadra di Cascina, quella della Nuotatori Milanesi e la Fiorentina Nuoto; ragazze e ragazzi insieme, compagni di squadra che si stimano, si apprezzano ed emozionano.

Poi parte la squadra dei cronometristi, cacciavite in mano, sotto la regia del presidente Giovanni Miccichè, a montare le piastre. I volontari a sistemare sedie e ceste; le voci calde degli speaker, quella inconfondibile di Renato Fusi, quella acerba ma promettente di Edoardo Colombo e la musica del dj Massimo Codecasa. Si spengono i riflettori sullo show e si accendono quelli sulle gare, lo spettacolo continua.

Poi la grande emozione per la consegna delle targhe Stefanelli e Medici. Ci sono le loro famiglie, i loro amici, tutti commossi, pubblico compreso che lo esprime accendendo i telefonini e trasformando la gradinata dell’Acquacenter I Delfini in un’altra immagine straordinaria.

Presenti le istituzioni, dal Municipio al Comune di Genova, dalla Federazione Italiana Nuoto al Coni, alle società sportive amiche; assente la Regione Liguria, con l’assessore Cavo che ha però inviato alla società organizzatrice un messaggio personale.

Il commento tecnico è affidato ad Antonio Lucia, responsabile del settore nuoto Aragno Rivarolesi. “Un’edizione straordinaria e particolarmente sentita per i numeri e le celebrazioni – spiega -. E’ riuscita molto bene nonostante i grandi cambiamenti: modificando il programma gare, spalmato su tre giorni, potevano esserci incognite e fatti imprevedibili invece è stato un valore aggiunto. Ci ha fatto molto piacere che fosse rappresentata tutta l’Italia, isole comprese, con due buone squadre arrivate dalla Sardegna e dalla Sicilia”.

Tecnicamente abbiamo avuto tutto – prosegue Lucia -, dallo sprint al mezzo fondo e grandi performance, molto interessanti. A livello assoluto Erica Musso e Francesco Pavone hanno nuotato tempi interessanti, anche se non i loro migliori; questo è un periodo di preparazione per atleti che puntano alle Olimpiadi. A livello giovanile il talento più interessante è Alberto Razzetti che si è confermato in un 100 delfino di altissimo livello, vincendolo con il tempo di 53″75″.

“E poi i due momenti che ogni anno commuovono chiunque sia in piscina ed ai quali sono particolarmente legato e sono la consegna delle targhe intitolate ad Alessio Stefanelli e Mattia Medici, rispettivamente a Eric Lora della CSR Granda Ssd e Mattia Lenzi del Nuoto Uisp 2003 Cascina. Ci ha onorato con la sua presenza Walter Bolognani tecnico delle nazionali giovanili che ha apprezzato il livello tecnico della manifestazione e ci ha promesso che il prossimo anno sarà presente con una rappresentativa nazionale. Una segnalazione particolare – conclude – anche per gli atleti liguri, in particolare Francesca Presa, Federica Magnano, Matteo Maragliano, Claudia Tarzia“.

Con Marco Ghiglione, direttore dell’Acquacenter I Delfini, una valutazione completa. “E’ stata la migliore edizione di sempre – ribadisce -. Un progetto cominciato dieci anni fa ed oggi realizzato pienamente. Questo non significa che siamo arrivati, anzi, abbiamo ancora tante idee ed energia per stupirci ed emozionarci, come è successo in questi tre giorni. Grazie al lavoro di sessanta persone che da mesi si dedicano a questo evento, curandone forma, contenuti e dettagli. Uno dei nostri obiettivi era di far sorridere gli atleti, tra una bracciata e l’altra, tra un ritocco cronometrico ed un rimprovero del proprio tecnico: è stato uno show dentro e fuori l’acqua. L’Aragno è stato fondato 70 anni fa da un gruppo di amici legati dalla passione, dal rispetto e dal senso del lavoro, oggi un altro gruppo di ragazzi, con gli stessi valori, sta portando avanti i loro valori“.