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Campi e Sant’Olcese pareggiano e il Cà de Rissi prova a scappare risultati

Finisce a reti bianche lo scontro d'alta classifica, ne approfitta il Cà che vince a Pieve ed è sola in vetta. In coda vince ancora il Savignone e riapre il campionato. Bene anche Masone e Olimpia

In Seconda Categoria girone D il campionato è più vivo che mai con tre con tre squadre che lottano per la prima posizione, ma anche la lotta per le altre posizioni è aperta. Il match clou era senza dubbio quello fra Campi e Sant’Olcese, seconda contro prima.

La prima parte di partita è ad appannaggio del Sant’Olcese che costruisce un gran volume di gioco, ma è quasi sempre impreciso o troppo precipitoso nelle conclusioni come il tiro in due tempi di Trabona intorno al quarto d’ora e la staffilata di Testore che si spegne alta sopra la traversa. Poco dopo è Sciutto che fa tutto bene dalla sinistra, rientra, salta due uomini, ma la sua conclusione sul primo palo viene ben parato da Pedemonte.

Nella ripresa il Campi rialza la testa e prova a reagire costruendo due azioni fotocopia in apertura di frazione. Prima Rasero fa da sponda per Giribaldi che nell’area piccola non riesce a deviare in porta. Ancora il numero 9 locale riceve palla da rimessa laterale in area di rigore, la protegge e serve l’accorrente Domi che calcia al volo un bel sinistro che coglie in pieno la traversa e si impenna.

La risposta del Sant’Olcese è affidata a Zangla che al 73° recupera bene la sfera poco fuori l’area di rigore e calcia di sinistro, ma la palla sfila alta. Il Campi comunque gioca meglio e tiene la capolista nella propria metà campo, e Grigis a poco dalla fine calcia una punizione da oltre trenta metri dalla traettoria beffarda che supera Firpo, ma colpisce la parte superiore della traversa.

C’è tempo ancora per l’occasionissima fallita dal Sant’Olcese con Fiorito che da due passi all’altezza dell’area di rigore riceve un passaggio perfetto da Zangla, bravo ad andarsene sulla destra e a crossare una palla solo da spingere in porta, ma il bomber genovese si coordina malissimo e calcia fuori. In pieno recupero punizione per il Sant’Olcese dalla sinistra, Carlino colpisce la barriera, la palla s’impenna e sul secondo palo arriva Trabona che dimostra di non essere un bomber e “appoggia” la palla a Pedemonte.

Uno zero a zero che lascia tutti i giochi aperti, con entrambe le squadre che avrebbero potuto portarsi a casa il risultato, ma alla fine si può dire che sia stato il punteggio giusto per una partita con emozioni fino all’ultimo.

Ne approfitta il Cà de Rissi che sfrutta il momento no del Pieve Ligure, sempre più distante dalla zona promozione, e con un gioco irriconoscibile rispetto ad inizio stagione. La differenza l’hanno fatta anche le condizioni dei due bomber in campo. Puggioni in gran forma contro un Cecchi in difficoltà, sebbene rimanga uno dei marcatori principe del campionato con ben 12 reti all’attivo.

Pronti via, e dopo dieci minuti è proprio Puggioni che trasforma un calcio di punizione dal limite dell’area di rigore e porta in vantaggio gli ospiti. Al 25° è ancora il numero 10 che intercetta un retropassaggio, ma trova la pronta risposta di Massone. Il Pieve è nervoso e a pagarne le conseguenze sono alcuni elementi della panchina che vengono allontanati dall’arbitro. Al 38°, però Poroli rimette tutto in gioco e il primo tempo va in archivio sull’1-1.

Come detto la differenza l’hanno fatta i bomber e in questo caso Puggioni manda in visibilio i tifosi del Cà quando al 50° riceve palla da Barile, controlla rapidamente e tira ad incrociare per il secondo e definitivo vantaggio degli ospiti.

Per il Cà de Rissi arriva così la vittoria numero 10 in campionato e il primato solitario con due punti di vantaggio sul Sant’Olcese. Notte fonda per il Pieve Ligure che non vince dal 21 novembre scorso e si trova ora a cinque punti dall’ultimo posto utile per i playoff.

Il Savignone si conferma in forma smaliante e dopo il Pieve Ligure si prende anche lo scalpo dell’Atletico Quarto con una prestazione maiuscola che fa ben sperare per l’annata dei “blancos”, sempre ultimi, ma ora a un solo punto da chi li precede. La partita è bella, con la squadra ospite che va a rete dopo soli 12’ con Bottaro. La rete di Parisi in pieno recupero del primo tempo promette scintille e infatti nella ripresa, con entrambe le compagini che cercano la via del gol, le emozioni non mancano, ma la partita resta equilibrata e ci vuole una bella punizione di Tacchi al 90° per indirizzare i tre punti verso Savignone.

L’Altetico Quarto, che ha giocato in dieci dal 72° per l’espulsione di Villa, cartellino rosso inevitabile dopo la reazione del calciatore, rimane in zona playoff, ma perde l’occasione per mettere punti pesanti sul Pieve. Il Savignone può guardare ai prossimi impegni con una fiducia rinnovata, sei punti nelle ultime due partite (sui dodici totali), sette gol segnati e tre subiti. Anche in coda si prospetta un finale di stagione appassionante.

Il Masone rialza la testa al momento giusto capitalizzando al massimo le occasioni con la Sarissolese. I neroverdi venivano da una serie di risultati utili che durava da tre turni, ma dopo un primo tempo in cui i locali non sono pervenuti, nel secondo tempo il Masone ha ritrovato gioco e determinazione.

Il Sarissola comincia meglio e al 35° va in vantaggio dopo essere stato graziato dal Masone che non concretizza l’occasionissima del primo tempo a due passi dalla linea di porta. Sul ribaltamento di fronte Brunelleschi è il più lesto a deviare in porta un pallone che i padroni di casa non hanno liberato per tempo.

Nella ripresa, come accade spesso, sono gli episodi e i momenti a decidere l’esito degli incontri. Così in tre minuti il Masone vince la partita. Al 74° Galleti calcia, la palla viene deviata da un avversario che spiazza così il portiere Lucchetti, incolpevole. Passano tre minuti e Minetti, poco attivo fino a quel punto, si dimostra bomber di razza andando a segnare il suo quindicesimo gol (in quindici partite, media da Higuain) e consente al Masone di vincere e di guadagnare il quarto posto.

Per la Sarissolese la lotta salvezza è aperta, con sei squadre in sei punti e un solo posto che garantisce la salvezza diretta.

Il Mariscotti continua la sua stagione in perfetta linea: cinque vittorie, cinque sconfitte e cinque pareggi. Non solo, è pari anche il conto dei gol fatti e di quelli subiti: 24. Con l’Olimpia, però lo scontro valeva molto perché un’eventuale vittoria avrebbe consentito alla squadra biancorossoblu di avvicinare la zona playoff. D’altra parte l’Olimpia aveva bisogno di punti per staccarsi dalla zona medio-bassa della classifica in un campionato che vede almeno quattro o cinque squadre poter passare dalle stella alle stalle (e viceversa) nell’arco di due partite.

Il primo tempo tra le due squadre è molto equilibrato con occasioni divise equamente da una parte e dall’altra. I due episodi più rilevanti sono la conclusione di Gottuso dell’Olimpia che termina fuori di un soffio e la replica, alla mezz’ora di Vinciguerra che spreca da due passi nel tentativo di superare il portiere con un pallonetto.

Nella ripresa il Mariscotti controlla più il gioco, ma è l’Olimpia a passare al 65° con un bel colpo di testa su calcio d’angolo. I padroni di casa faticano a trovare spazi con gli ospiti che si chiudono bene e ripartono in rapidi contropiedi. Al 75°, però Queirolo sbaglia porta e regala il pareggio agli avversari. La partita si anima e all’88° Camilleri sigla il gol vittoria dell’Olimpia.

Con questo risultato l’Olimpia si unisce alla coppia formata proprio dal Mariscotti e dal Pieve Ligure che staziona a metà classifica in una situazione di limbo. Le tre squadre ora sono a 5 punti dai playoff e a 4 dai playout, uno stallo emblematico di come il campionato sia ancora tutto da giocare.

Non si fanno male Mele e Begato che pareggiano con uno 0-0 non privo comunque di emozioni. La prima la regalano gli ospiti con Cabella che di testa gira perfettamente in porta, portiere battuto, ma il palo dice di no all’attaccante bianconerazzurro. Il Mele non risponde, così sono gli ospiti a fare la partita e al 40° la punizione di Lunetta passa di pochissimo a lato della porta difesa da Camisasca.

Nella ripresa il leit motiv non cambia, al 57° ancora Lunetta protagonista, ma nel uno contro uno con Camisasca, il puntero genovese non è freddo e sparacchia alto. Il confronto si rinnova al 70°, quando la punta tira, il portiere si supera e salva il risultato.

Alla fine vincono le difese, anche se quella del Begato non ha dovuto faticare molto in questo match. Alla squadra ospite è mancata la freddezza negli ultimi venti metri, mentre dal Mele ci si sarebbe aspettati un po’ più intraprendenza. La classifica infatti vede entrambe le squadre lottare per uscire dalla zona calda, col Mele che deve guardarsi dal ritorno del Savignone.

Lo spettacolo di giornata è arrivato senza dubbio dal “San Desiderio” che ospitava Burlando contro Vecchio Castagna. Partita bella con ben otto gol e tante emozioni fino all’ultimo tra due squadre che alla vigilia erano appaiate a pari punti nei bassifondi e la vittoria avrebbe consentito un bel passo avanti.

I primi venti minuti rispecchiano i timori dei due allenatori, che tengono i ritmi bassi e le difese ben chiuse, nessuno prevede la pioggia di gol che sta per arrivare. In un primo tempo comunque equilibrato anche i gol sono equamente divisi in un botta e risposta in due minuti. Al 25° Sacone porta avanti gli azulgrana locali; al 27° Carezzano riporta tutto sul pari.

Il nuovo botta e risposta avviene a cavallo di tempo con Peso che riporta il Burlando avanti al 45° e Vaccari che dopo meno di un minuto dall’inizio della ripresa pareggia 2-2. Il Vecchio Castagna invece di ricaricarsi per il pari raggiunto, rallenta e il rigore di Barbera al 59° e successivamente Mangiapane dieci minuti dopo indirizzano chiaramente la partita verso il Burlando. Passa un minuto  e Poggio riapre ancora la partita siglando il 4-3. Si preannuncia un finale di fuoco, ma un altro rigore, trasformato da Peso chiude i conti sul 5-3 definitivo. Il Vecchio prova a reagire, ma ormai è tardi e le forze iniziano a mancare.

Al triplice fischio comunque entrambe le squadre possono dirsi soddisfatte di quanto prodotto, con il Burlando più cinico e freddo nelle proprie occasioni, mentre i gialloblu pagano troppe disattenzioni e imprudenze: senza quei due rigori concessi la partita sarebbe stata pari. Ora il Vecchio Castagna deve tornare presto a vincere per risalire dall’undicesimo posto in cui si trova, mentre il Burlando è nuovamente in zona sicura, ma sarebbe un errore pensare di aver fatto tutto oggi.