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Calciatori simulatori e rugbisti veri “duri”? Un post del Cus Genova accende la polemica

Diatriba senza fine a seguito dell'immagine nella pagina Facebook della società biancorossa

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Genova. Martedì 5 gennaio, poche ore prima del derby valevole per la Serie A di calcio tra Genoa e Sampdoria, sulla pagina Facebook del Cus Genova Rugby compare un augurio: “Buon derby”.

Ad accompagnarlo, un’immagine, suddivisa in due parti. Nella metà alta, due calciatori, uno in rossoblù e l’altro in blucerchiato, a terra, che reclamano soccorso pur apparendo tutt’altro che sofferenti. Nella metà bassa un rugbista che, pur grondando sangue per una ferita al volto, continua nella sua azione determinato con il pallone sottobraccio.

Quale didascalia dell’immagine dei primi, la scritta “90 minuti a fingere di subire infortuni”; sotto alla foto del secondo “80 minuti a fingere di no”.

Il post, in breve tempo, è diventato virale: 15.933 condivisioni, 7.146 likes solo sulla pagina del Cus.

Centinaia i commenti che ha scatenato l’immagine, di ogni genere. Da una parte, i sostenitori della palla ovale che lodano il carattere dei rugbisti. Sottolineando come sia uno sport dove le simulazioni sono praticamente inesistenti e non sono ammesse le perdite di tempo volontarie, nel quale umiltà e rispetto dell’avversario sono alla base del gioco. Ribadendo invece come spesso, sul campo, i calciatori diano pessimi esempi.

Dall’altra parte, le opinioni di chi il calcio lo vive in prima persona, da giocatore, allenatore o semplice tifoso, e fa notare all’autore del post che le simulazioni non sono all’ordine del giorno e, soprattutto tra i dilettanti, molti giocatori di pallone sono corretti e determinati, in ogni occasione. Precisando come nel calcio tecnica e tattica siano più importanti, a differenza del rugby, sport più fisico e nel quale, pertanto, i contatti sono la normalità.

Inevitabili, le accuse “trasversali”, in particolare legate alla corruzione e agli scandali legati al mondo del calcio. Considerazioni legate ai numeri e alle conseguenze. Nell’ambiente calcistico girano molti più soldi, i praticanti sono molti di più e pertanto, per forza di cose, è più facile che ci sia del “marcio”. A parità di numeri accadrebbe lo stesso nel rugby?

Peraltro, il Cus Genova Rugby pare aver compiuto una “doppia gaffe” nel scegliere le immagini. La foto del calciatore genoano, l’ex Marco Borriello, è riferita al 23 ottobre 2012, quando si ruppe la caviglia. E quella del sampdoriano Nenad Krstičić, all’aprile del 2013, quando Matuzalem, entrando duramente su di lui, gli causò la fine anticipata della stagione. Insomma, tutt’altro che simulazioni…

Ironia? Provocazione? O un semplice modo per far parlare di sé, cercando la polemica? E, in tal caso, la denigrazione dell’altro sport non è stata eccessiva? Il Cus Genova Rugby, chiamato in causa dalla lunga serie di commenti, ha risposto, tre giorni dopo.

“Questa immagine – scrivono i portavoce della pagina – ha il semplice scopo di far sorridere e, al massimo, offrire un piccolo spunto di riflessione, ironica e autoironica. Dal numero di risposte infastidite ci rendiamo conto di aver toccato un nervo scoperto. State tranquilli: abbiamo la massima solidarietà nei confronti dei tifosi di calcio, probabilmente i primi che non vorrebbero vedere simulazioni in campo!“.

“Per questo – prosegue – vorremmo piuttosto esortare gli appassionati dello sport più seguito al mondo a sconfiggere combattere l’ipocrisia e, lasciando da pare per un attimo schieramenti e tifoserie, a riportare insieme il calcio alla dignità che merita“.

“Attendendo questa trasformazione – conclude – vi invitiamo tutti a venire a scoprire il rugby; non importa se verrete a vedere una partita del Benetton Rugby (Pro12 Rugby) o degli Amatori Rugby Genova (C1): siamo abbastanza sicuri che troverete qualcuno pronto a offrirvi una birra e raccontarvi le regole del rugby”

Un chiarimento che non ha placato la diatriba. “A me basta guardare il 6 Nazioni per capire che il calcio non potrà mai eguagliare uno sport nobile come il rugby” scrive un sostenitore della palla ovale. “Questa immagine denigra il calcio sia professionistico che dilettantistico. Dovreste cambiare l’immagine o toglierla. Almeno per chi lavora e sputa sangue per il calcio quanto per il rugby” risponde, invece, chi non ha apprezzato.

Il calcio – dice un altro frequentatore della pagina – si denigra da solo con tutti gli scandali scommesse e la mafia che c’è, e per tutti i soldi che vi circolano”. Immediata, un’opinione opposta: “Tirate la pietra e poi nascondete la mano con un dietrofront ipocrita. Fatevelo un esamino di coscienza: se il calcio ha miliardi di tifosi e seguaci e muove miliardi di euro e il rugby nemmeno la centesima parte, ci sarà un perché, no?”.

Il post otterrà nuove condivisioni e ognuno lo interpreterà e giudicherà a suo modo. Calcio e rugby sono sport differenti, con grande storia e seguito, ed entrambi raccolgono la loro nutrita schiera di appassionati. C’è e ci sarà spazio per entrambi, anche a Genova, dove Sampdoria e Genoa da una parte, così come il Cus Genova Rugby dall’altra, e con esse le numerose società più piccole, potranno tenere alto il nome della città nei rispettivi palcoscenici.