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Atene, firmato l’accordo che salva i lavoratori a rischio almeno fino al 30 giugno

Genova. Accordo firmato fra la Città metropolitana e i sindacati dei lavoratori di Atene, società partecipata che aveva come mission aziendale attività di supporto alla formazione professionale (software e rendicontazione), e che nel momento in cui, lo scorso 1 luglio, la Città metropolitana ha perso a favore della Regione Liguria le competenze sulla formazione professionale, era destinata a non poter più lavorare per l’ente di piazzale Mazzini, e quindi per legge avrebbe dovuto andare verso la liquidazione, con messa in mobilità dei dipendenti: dopo che qualche settimana fa sono stati salvati 9 dipendenti su 20, quelli dedicati ai prodotti informatici sul mercato del lavoro, passati con cessione di ramo d’azienda a Liguria Digitale, società partecipata della Regione Liguria, ora anche per gli altri 11 è stata trovata una soluzione, anche se provvisoria.

La Città metropolitana, infatti, si farà carico di sostenere il costo di questi 11 lavoratori almeno fino al 30 giugno 2016, attingendo a risorse di bilancio resesi disponibili grazie a un complesso incrocio con la stessa Regione di partite economiche relative ai costi del personale connessi al riordino delle deleghe.

I lavoratori, quindi, fino a giugno concluderanno il lavoro rendicontazione delle attività di formazione professionale finanziate nel settennato europeo 2007-2013 con fondi Ue-Fondo sociale europeo (la Regione, nel momento in cui ha ricevuto la delega alla formazione professionale, ha dichiarato di non voler più finanziare queste attività di rendicontazione poiché riguardano un settennato ormai concluso, ma poiché la rendicontazione, obbligatoria, non è finita, va necessariamente conclusa e non ci sono in Regione competenze per farlo).

Dopo il 30 giugno, termine entro cui deve essere terminata la rendicontazione, la Città metropolitana dovrà trovare ad Atene e ai suoi 11 dipendenti una nuova mission aziendale coerente con le funzioni fondamentali della Città metropolitana, e c’è un impegno da parte della Città metropolitana a individuare quale. Pende peraltro sulla vicenda la spada di Damocle del decreto sulle partecipate che il governo ha annunciato di voler licenziare venerdì 22 gennaio.