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Associazione Ama, dopo il furto delle biciclette la scritta ‘beffarda’: “Forse diamo fastidio a qualcuno”

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Genova. Prima il furto, avvenuto la notte di capodanno di una ventina di biciclette nel bici-box in Vico delle Fasciuole e questa notte la scritta ‘beffarda’ “Avete voluto la bicicletta? Ora camminate Ama. Merda”. Ad essere un bersaglio di azioni, evidentemente compiute da mani diverse, è l’associazione Ama che da tre anni tenta di favorire la crescita di una comunità nel quartiere della Maddalena in centro storico con diverse attività e che ha visto crescere il numero dei soci da una quarantina iniziale ai centocinquanta attuali.

“Forse non tutti vogliono la riqualificazione di questo quartiere e per questo diamo fastidio” dice Luca Curtaz di Ama che ci tiene a tenere però i due fatti separati: “Da un lato il furto evidentemente opera della criminalità, visto che fra l’altro sono state rubate solo le biciclette di valore. Lo abbiamo scoperto a Capodanno, ed è stato molto triste non solo per il danno economico per i nostri soci che tenevano le loro biciclette con un piccolissimo contributo mensile e, nonostante l’assicurazione ad oggi non hanno più la loro bicicletta, ma sopratutto l’attacco a un progetto sociale che migliorava la qualità dei flussi nel quartiere”.

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Il secondo episodio è accaduto questa notte, con la scritta proprio accanto al ciclobox dove è avvenuto il frutto: “Non si tratta della prima scritta – spiega Curtaz – ne avevano avuta un’altra accanto a Madda52 dove era stato scritto “Genova non ti Ama”, noi avevamo cancellato il ‘non’ con un cuore, che è stato ripreso in questa scritta.

Poi nel quartiere ce ne sono state altre, contro Libera, contro in Scia Stradda e sparse per i vicoli”. Ama non accusa nessuno, ma lancia un appello al dialogo: “Piuttosto che fare scritte e insultarci, chiediamo di parlare e confrontarci perché se tutti vogliamo il bene del quartiere dei punti di contatto li troveremo di certo”.

Il progetto del “ciclobox” intanto dopo la denuncia e in attesa di assicurazione è pronto a ripartire: “Abbiamo tante persone in lista di attesa e pensiamo appena possibile di aprirne un secondo”.