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101 violoncelli, arriva la conferma di uno dei direttori d’orchestra: amplificazione inadeguata

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Genova. Le proteste, anche sui social, erano cominciate già prima della mezzanotte. Lo spettacolo clou del capodanno genovese, i 101 violoncelli, sono stati un evento “completo” solo per pochi.

Persino lo scrittore Bruno Morchio, su Facebook, ha riassunto in poche parole il problema: “A Matteotti migliaia di persone hanno guardato 101 violoncellisti suonare, e altre migliaia hanno guardato un tendone dietro il quale 101 violoncellisti suonavano nascosti. Immersi in un suggestivo acquario di silenzio. Però soffiava la tramontana e a Genova noi lo smog non ce l’abbiamo”.

Non solo gli spettatori si sono accorti che l’impianto audio era del tutto insufficiente per un evento all’aperto, per di più in una serata rumorosa già di suo come quella dell’ultimo dell’anno. Oggi è arrivata, sempre via social, la conferma di uno dei protagonisti di quel concerto: Matteo Manzitti, ha raccontato la propria esperienza, ma ha provato ad andare oltre la semplice polemica.

“Dopo aver diretto sono sceso tra il pubblico e mi sono reso conto della terribile amplificazione, provando un gran dispiacere per la curiosità e la disponibilità all’ascolto di molti genovesi. Come sempre c’è la caccia al colpevole, caccia che spesso impedisce di riflettere più ampiamente e crescere come comunità”.

L’inadeguatezza del Service audio, rileva Manzitti, solleva un problema che attiene alla difficoltà di amplificare gli strumenti acustici: “Tutti noi musicisti sappiamo bene che spesso il background culturale di chi lavora in questi ambiti ha poca frequentazione e conoscenza di determinati strumenti musicali. Più in generale è bene ricordare una legge acustica fondamentale: non è che 2 violoncelli suonano il doppio più forte di uno solo. Non funziona così. Vi è una maggiore ampiezza ma di pochi decibel”.

Manzitti prende quanto di buono è stato fatto: “Ricordiamoci che questa cosa è durata 3 giorni, con tanti bei momenti e grandi violoncellisti che hanno suonato insieme a giovani studenti. Questa era davvero la cosa più bella da vedere, tanto che sarebbe stato bellissimo avere anche momenti didattici, a prescindere dal fatto che un grande musicista insegna suonando. Da questa presenza simultanea di grandi e piccoli io ripartirei. Perché l’idea non era bella, era bellissima”.

Su altre pagine Facebook arriva anche la versione del fonico Daniele Adrianopoli, che però dà qualche responsabilità anche all’organizzazione: “Il service che mi ha chiamato a lavorare credo sia stato davvero convocato una settimana prima, credo perché io sono stato convocato due giorni prima dell’evento”.

Un soundcheck fatto molto in fretta, un palco non nella posizione usuale “spalle al Ducale” per consentire anche in questi giorni di fare lo spettacolo di proiezioni video sulla facciata del palazzo, e un repertorio scelto con scarso uso di tutti e 101 violoncelli tutti insieme il repertorio, pieno di “pianissimi” e di momenti di grande delicatezza, secondo il fonico hanno contribuito alla non buona riuscita acustica.

Nessun accenno ufficiale ai problemi, per ora, da parte del Comune di Genova.