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Lettere al direttore

Valli del Tigullio: strade e alti tempi di percorrenza impoveriscono l’entroterrra

Lavagna. Viverci è ormai molto difficile,strade impraticabili, frane, esondazioni, incuria, abbandono dell’agricoltura, mancanza di servizi, sindaci ai quali sono rimasti solo gli occhi per piangere!
Prendiamo ad esempio la val d’Aveto, da Chiavari per arrivare a Santo Stefano in auto un tragitto di 52 km si copre generalmente in 80 minuti, cioè un’ora e 20, una media di 36 km ora, questa strada dal 1960 ad oggi, in mezzo secolo è rimasta sempre uguale ad eccezione di un piccolo tratto nei pressi di Mezzanego.

Se ogni anno fosse stato programmato un intervento straordinario e raddrizzata una curva all’anno oggi si potrebbe raggiungere Santo Stefano in 40 minuti, Borzonasca e Mezzanego in 10/15 e Carasco in 5 minuti, la stessa cosa dicasi per le altre valli: raggiungerle in metà del tempo necessario significherebbe portarvi nuovi abitanti per affitti più ragionevoli, e sopratutto costi di trasporto minori.

Non si è ancora capito l’importanza commerciale, agricola, turistica e industriale del nostro entroterra, fonte di ricchezza, di mano d’opera e di aria buona. Poiché la viabilità e il trasporto sono tutto, si devono creare i presupposti per questo sviluppo, fare strade decenti con percorrenze veloci: la statale 225 della Fontanabuona è tale e quale a mezzo secolo fa.

Quando i nostri nonni nel dopoguerra hanno portato l’acqua in casa, c’era un solo rubinetto e il wc era esterno. Le infrastrutture sono rimaste a quell’epoca. Se l’entroterra produce ricchezza, questa si spende sulla costa, inoltre l’entroterra è sempre stato fornitore di mano d’opera per la costa. La piccola industria, l’artigianato, l’agricoltura, sono filiere importanti che andrebbero seguite e valorizzate.

Invece paesi abbandonati, terreni incolti che creano pericoli di esondazioni e frane. Non ci sono idee, le valli muoiono e così prima o dopo morirà anche la costa. Esiste ora l’opportunità di accogliere i migranti che fuggono dei loro Paesi per la guerra civile, perché non coglierla offrendo loro una casa in cambio di lavoro, ci costano 35 euro al giorno, facciamoli lavorare, pulire i boschi e i terreni abbandonati. Almeno evitiamo esondazioni a valle.
Cerchiamo di far rivivere i nostri piccoli borghi.

Vincenzo Camporese (agenzia immobiliare Panorama)