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Lettera al direttore

Tovo: “Atp e politica sbagliata dei piani industriali”

Apprendo, con sconcertante preoccupazione notizie relative al piano di rientro che ATP avrebbe o starebbe per presentare. Con altrettanta drammaticità constato le difficoltà che emergono in questi giorni dove le trattative non trovano soluzioni importanti, e il nuovo sciopero di oggi è una conferma. Parafrasando un celebre romanzo, direi “Niente di nuovo sul fronte Occidentale”, peccato che in questo caso non sia un libro ma la realtà con la quale nuovamente le amministrazioni, i dipendenti e cittadini dovranno confrontarsi in un’ennesima emergenza del trasporto pubblico locale, in fattispecie dell’azienda ATP . Senza dimenticare che nel 2013 ATP fu a un passo dal fallimento e che l’azienda fu salvata con il sacrificio dei suoi dipendenti, dei Comuni che dovettero aumentare la quota di compartecipazione pari al 300% e degli utenti che passivamente subirono gli effetti dei tagli al servizio e l’aumento tariffario.

Le nuove razionalizzazioni del servizio e le riduzioni dei minuti di validità del ticket ordinario, inserite nel quadro di un nuovo piano di riequilibrio aziendale, sono proposte irricevibili che ledono e colpiscono ancora una volta l’entroterra genovese. Questa tipologia d’intervento, oltre ad essere inadeguata, rischia di provocare un ulteriore buco nell’acqua, con effetti contro tendenti alle aspettative, contribuendo così all’aumento della disaffezione senza ottenere risultati concreti.
È ora di dire basta al perseguimento di politiche sbagliate che hanno dimostrato di non funzionare! È ora invece di affrontare le problematicità con il buon senso. Non si può sostenere illogicità di piani industriali che arrischiano di rivelarsi inappropriati consegnando l’azienda a uno stato tachicardico. La situazione è grave, va affrontata attraverso una presa di coscienza nuova abbandonando schemi che non consentono nessun miglioramento, che purtroppo hanno prodotto in questi anni una minore qualità del servizio difronte all’aumento delle politiche tariffarie.

Sono anni che si inseguono soluzioni non idonee e poco lungimiranti! Sul trasporto pubblico locale torno a sostenere proposte che feci qualche anno fa, in qualità di assessore ai trasporti del Comune di Sant’Olcese e che oggi alla luce della nuova realtà istituzionale rappresentata dalla Citta Metropolitana e dalle emergenze economiche-sociali possono rappresentare un utile contributo risolutivo.

È inutile parlare della crisi del trasporto pubblico genovese se non si affronta congiuntamente le problematiche di AMT e ATP. È irrazionale continuare a sostenere la necessità di due aziende per il Tpl su un unico territorio metropolitano. Se siamo un’unica realtà metropolitana è inutile gestire su due aziende le già inadeguate risorse economiche, occorre trovare il coraggio di procedere. Ma soprattutto è assurdo avere un sindaco della citta metropolitana che deve “gestire” due società per la medesima erogazione di servizio, patologicamente sarcastico!

Si crei una Holding pubblica-operativa, includendo AMT, ATP e Genova Parcheggi, sfruttando le economie di scala e di scopo per inaugurare un’amministrazione diversa e sostenibile, in grado di migliorare la qualità del servizio erogato senza incidere sulla razionalizzazione o sull’aumento del biglietto. Non dobbiamo avere paura di ispirarci a paesi del Nord Europa che in tema di Tpl hanno adottato soluzioni innovative che hanno consentito un riassorbimento del passivi senza incidere sulla qualità del servizio.

Massimiliano Tovo
Ex assessore ai trasporti Comune Sant’Olcese oggi impegnato nel centrosinistra