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Sestri Ponente, il silenzio nell’incrocio maledetto: il ricordo di Alessandro Fontana fotogallery

Per un momento si ferma anche il traffico. Un anno dalla morte del giovane

Sestri Ponente. Arrivano alla spicciolata e la salita che porta alla chiesa di San Nicola si anima di voci giovani, cariche di futuro. Lo stesso futuro che, il 2 dicembre 2014, è stato negato ad un loro amico appena 18enne, travolto e ucciso da un camion a pochi metri dalla sua scuola.

Il ricordo di Alessandro Fontana spegne per un’ora tutte le voci. Il momento esatto è quando un mazzo di fiori viene deposto nel punto in cui la vita di loro figlio si è interrotta. Cala un silenzio irreale, rotto solo dall’onnipresente traffico tra via Giotto e via Borzoli.

Ma anche il flusso ininterrotto di auto e mezzi pesanti si ferma, quando la Polizia Municipale, in un piccolo omaggio, blocca tutto per far attraversare i genitori di Alessandro. In quel momento il silenzio è completo, dura un attimo, ma non capita spesso.

Abbracci, commozione e i palloncini bianchi che rimangono immobili a mezz’aria, stretti nelle mani. Pochi metri più sotto i “nonni vigile” controllano e aspettano la campanella di uscita delle scuole. I tir, mentre i lavori della galleria Borzoli-autostrada procedono in ritardo, continueranno a passare ancora per mesi.