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Genova

Rissa nel centro di accoglienza, il Comitato Via Caffaro: “Qui integrazione e pacifica convivenza”

"No alle strumentalizzazioni per discreditare i richiedenti asilo politico"

Genova. “Vogliamo prendere le distanze verso le strumentalizzazioni cui abbiamo letto sul Centro di Accoglienza di Via Caffaro e i suoi abitanti. Con l’occasione di un litigio degenerato in una colluttazione con un ospite del centro ferito (non grave), si tenta, ancora una volta, di gettare discredito su decine di richiedenti asilo ospitati presso la struttura che si sono sempre comportati nel pieno rispetto della Legge e delle regole di convivenza civile”.

Lo dice il Comitato via Caffaro, che condanna con fermezza il gesto di violenza compiuto, ma anche l’atteggiamento di chi approfitta di un fatto isolato “per ostracizzare e demonizzare decine di persone che convivono pacificamente con gli abitanti della via da diversi mesi”, proseguono gli abitanti.

“Dall’apertura del centro, avvenuta sei mesi fa, noi, abitanti e lavoratori della via Caffaro, possiamo confermare che non abbiamo assistito ad alcun degrado del quartiere, affermazione infondata riportata da alcuni giornali, né risulta da fonti ufficiali alcun aumento di fatti criminosi (es. furti). Tanto meno possiamo ritenere fondate le affermazioni circa episodi di prostituzione presso il centro o di atteggiamenti indecorosi nelle sue vicinanze. È evidente che ci sono abitanti della via convinti della non opportunità della presenza del Centro nel quartiere e che ad esso continuano ad opporsi. A queste persone vogliamo ancora una volta esprimere la nostra disponibilità al dialogo”, si legge ancora nella nota.

Poi l’invito, rivolto a tutti, a visitare la via, per constatare una presenza dei richiedenti asilo del tutto pacifica e rispettosa del decoro del quartiere e dei suoi abitanti.

“I tentativi di strumentalizzazione – anche politica – contro i migranti e i rifugiati troveranno sempre in questo Comitato un fermo baluardo volto a ristabilire la verità, per l’accoglienza, l’integrazione e la convivenza pacifica tra tutti gli abitanti della Via, tra cui si annoverano a pieno titolo i richiedenti asilo ospiti del centro”, terminano i residenti.

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