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Il dato

L’allergia in Liguria, tra pollini e vernici la guida per evitare le piante “pericolose”

Pollini soprattutto, ma anche i solventi contenuti nelle vernici. Il rischio di allergia è sempre in agguato e in Liguria, terra anziana, a soffrire sono anche gli over 65. E’ quanto emerso dal Congresso Nazionale “Highlights in Allergy and Respiratory Diseases” in corso a Genova, durante il quale si confrontano 500 allergologi e pneumologi italiani e stranieri.

La nostra regione è sostanzialmente in linea con i dati nazionali, ma non manca di presentare sue specificità. Lo spiega Giovanni Passalacqua, professore associato di malattie dell’apparato respiratorio all’Università di Genova. “In Liguria circa il 20% della popolazione soffre di rinite allergica; l’asma si attesta intorno all’8-10%. Un aspetto che sicuramente contraddistingue la Liguria è l’età media della popolazione, più alta delle altre regioni: da qui l’acuirsi dell’asma nella fascia geriatrica”.

E se in città come Genova l’amianto usato per lungo tempo nelle costruzioni navali non aiuta, la Siaaic, Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica, insieme ad associazioni ambientaliste, ha diffuso un decalogo sulle specie della flora cittadina che è opportuno piantare per proteggere la salute della popolazione.

Ecco le regole:

Preferire piante entomofile, piante che affidano agli insetti  l’impollinazione  e producono minori quantità di polline  e non anemofile che affidano al vento la propagazione del polline (es. betulla, cipresso e ulivo);

  • Mettere a dimora alberi ed arbusti che fioriscono in estate o inverno e non in primavera per avere un impatto minore  (es. gelsomino nudiflorum, camelia, erica, liburno, etc.);
  • Effettuare la potatura delle siepi prima della fioritura e prima della emissione del polline;
  • Falciare i prati prima della fioritura e della emissione del polline ;
  • Seguire il calendario pollinico per praticare gli sfalci delle graminacee che sono altamente  allergeniche;
  • Diserbare le aree endemiche per l’ambrosia (area padana);
  • Predisporre la falciatura e gestione del verde nelle ore notturne e nelle giornate poco ventilate;
  • Bonificare i luoghi di aggregazione da specie arboree, arbustive  e prative  allergizzanti;
  • Bonificare i luoghi  pubblici da piante responsabili di dermatiti allergiche (asteracee tipo margherite e crisantemi, piante urticacee tipo ortica e parietaria, piante euforbiacee tipo stelle di natale)
  • Consultare la mappe delle aree climatiche  per il monitoraggio delle concentrazioni dei pollini  prima di predisporre eventi pubblici

A creare maggiori problematiche sono piante come l’olivo o la betulla, che hanno dei pollini cosiddetti anemofili, che vengono diffusi nell’aria attraverso il vento e raggiungono facilmente le mucose respiratorie. Tra le più pericolose, quelle appartenenti alla famiglia delle Graminaceae: mazzolina, bambagiona, logliarello, gramigna, codolina, mais, avena, erba canina e grano.  E poi c’è l’uomo, se è vero che a causare problemi sono anche i solventi: contenuti nelle vernici, vengono normalmente utilizzati per tinteggiare le facciate dei nostri edifici.

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