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Guerra di religione

Il crocifisso, il presepe….e la bestemmia, per il primo giorno d’avvento in Consiglio Regionale

Dal crocifisso in aula, al presepe, alla battaglia con la teoria gender

Genova. Il primo dicembre, data che tutti o bimbi aspettano per aprire la prima casella del “calendario dell’avvento, in Consiglio Regionale scoppia la “guerra di religione”. Il capogruppo di Forza Italia lancia un ordine del giorno per mettere il crocifisso in aula, quello della Lega Nord annuncia che dalla prossima seduta porterà un piccolo presepe, Fratelli d’Italia prosegue la battaglia contro la teoria “gender” nelle scuole.

A rompere questo momento “idilliaco” ci pensa, però, un lavoratore dell’amianto che, esasperato dall’attesa, esplode con una bestemmia in aula consigliare, con l’uscita indignata della vicepresidente Viale e di molti esponenti del centrodestra che non rientreranno fino al termine del dibattito. Dopo la vicenda della scuola di Rozzano in Consiglio Regionale della Liguria entra di prepotenza la “questione religiosa”.

Ad accendere la miccia il capogruppo di Forza Italia, Angelo Vaccarezza, che annuncia l’ordine del giorno per portare in aula il crocifisso. “Noi vogliamo portare dei valori nell’aula – spiega Vaccarezza – Un’aula laica ma non per questo atea e il crocifisso, presente peraltro nei tribunali, rappresenta un simbolo”. A rincarare la dose il capogruppo della Lega Nord, Alessio Piana che annuncia di portare un piccolo presepe già nella prossima seduta. “L’avevo promesso ai militanti, ai miei sostenitori, e anche a mio figlio – sottolinea Piana -‘porterò una piccola natività che metterò sul mio scrann”. Un segnale importante per Fratelli d’Italia, come sottolinea il capogruppo Matteo Rosso che ha presentato una mozione sulla teoria gender nelle scuole.

Temi che fanno discutere e che prendono alla sprovvista l’opposizione che, da un lato, non può tradire quell’elettorato moderato che nei valori cattolici si riconosce ma, dall’altro, non si può permettere di dare un “assist” così importante al centrodestra.

L’appello comune, quindi, è quello di non strumentalizzare. Raffaella Paita, capogruppo Pd, parte dalla vicenda della scuola lombarda. “Io non voglio ironizzare su queste questioni perché penso sia necessari l’apertura della nostra società alla tolleranza- sottolinea Raffaella Paita, capogruppo del Pd in Consiglio regionale – credo, però, che sia giusto difendere le nostre feste, il Natale non deve essere messo in discussione in nessun modo. Il crocifisso in aula, però, lo vedo come un tentativo di forzatura, che tende a dividere più che ad unire.”.

E su una posizione analoga anche il capogruppo del movimento 5 stelle, Alice Salvatore. “La nostra posizione è quella del rispetto della religione, e sulla vicenda della scuola di Rozzano siamo letteralmente esterefatti – spiega Salvatore – ma i nostri padri costituenti hanno scelto lo stato laico e quindi esporre simboli religiosi all’interno di istituzioni pubbliche non ci pare idoneo”.

Alla laicità dello stato si richiama il consigliere di rete a sinistra. Gianni Pastorino, “Credo in uno stato laico – conclude Pastorino – e penso che nelle assemblee legislative, come questa, non sia necessario portate simboli religiosi”.

Fuori dall’aula, però, si scherza e, dopo il presepe in molti si interrogano su chi difendera, il 6 Gennaio, la Befana

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