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Giorni di attesa

Dagli “aiuti” a Taranto al reddito dei lavoratori di Genova, Toti sull’Ilva: “Governo pasticcione”

Il governatore: "Qualche esponente del Pd, con una lisca in gola dopo la sconfitta elettorale, ha remato contro". Lavoratori in sciopero l'11 gennaio

Genova. “Su Ilva abbiamo fatto il possibile, ci siamo messi a disposizione per sostenere il reddito dei lavoratori, abbiamo trovato la soluzione per utilizzare i fondi della società per Cornigliano e abbiamo chiesto di inserire le norme di cui abbiamo bisogno nella legge di stabilità, e questo non è stato fatto per una scelta del Governo”. Il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti allarga le braccia a chi gli chiede come si fa ad uscire oggi dalli’impasse Ilva, che da un lato ha visto un improvviso dietrofront del Governo all’inserimento degli emendamenti proposti dall’assessore Rixi dall’altro dalla minaccia della scure europea sullo stanziamento di 300 milioni per l’ambientalizzazione di Taranto come ‘stimolo’ all’arrivo dei privati.

“Mi auguro ovviamente che l’Europa ci consenta di farlo perché ne va di una nostra industria molto importante però il Governo anche in questo caso dopo aver annunciato in pompa magna una nazionalizzazione si sta muovendo in modo pasticcione”. Non solo sulla questione del reddito dei lavoratori di Cornigliano Toti accusa esplicitamente il Pd genovese e ligure visto che il dietrofront da Roma, quando ormai pareva certo che gli emendamenti per Cornigliano sarebbero stati inseriti nella legge di Stabilità, è arrivato dopo la Leopolda e soprattuttto dopo che i dem liguri per bocca del segretario provinciale Alessandro Terrile e di altri esponenti del partito nell’assemblea regionale avevano detto che non si potevano utilizzare i soldi della società per Cornigliano per integrare il reddito dei lavoratori. “Quando la Regione cerca di intervenire in modo virtuoso per dare una mano a quei lavoratori si oppone per interesse politico spalleggiato da qualche personaggio locale a cui dalla sconfitta elettorale è rimasta una lisca in gola”.

“Mi auguro che il governo ci dia gli strumenti per poterlo fare – conclude il governatore – sennò se ne assumerà la responsabilità”.

Al momento l’emendamento è stato presentato in commissione alla Camera dal deputato Pd Lorenzo Basso e sarà discusso in commissione il 7 gennaio ma i lavoratori, preoccupati di questo tira e molla, saranno in piazza il prossimo 11 gennaio per difendere l’accordo di programma.

Intanto il 7 gennaio si svolgerà una commissione monotematica sull’Ilva in Regione, chiesta e ottenuta dal M5S. “Non lasceremo sole le maestranze e le loro rappresentanze – ma abbiamo ben chiaro che qui è in gioco il futuro occupazionale dell’intera Liguria; in bilico tra lo smantellamento dell’apparato produttivo e la riqualificazione, orientandolo verso produzioni innovative a ridotto impatto ambientale” dicono in una nota Alice Salvatore e Marco De Ferrari che a loro volta attaccano il Pd “visto che è il Partito Democratico nazionale ad aver per primo preso per il naso il nostro territorio… prima facendo il fenomeno atteggiandosi a Oscar Sinigaglia redivivo e poi nascondendo la propria incapacità nel disegno di liquidare la storica azienda”.

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