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Botti di Capodanno, le imprese pirotecniche: “Nuovo proibizionismo dei sindaci”

Genova. In vista di Capodanno nel savonese e in Liguria fioccano le ordinanze da parte dei sindaci contro i botti e fuochi d’artificio. “Una vera e propria campagna discriminatoria contro la pirotecnia che rischia di avere pesanti ripercussioni economiche su produttori e venditori”.

botti capodanno

“Si sta contribuendo a fomentare la paura per gli articoli pirotecnici e convincere le amministrazioni comunali ad adottare misure drastiche e illegittime, riportando di fatto il proibizionismo ai giorni nostri” sottolinea l’ANISP, l’associazione nazionale imprese e spettacoli pirotecnici.

“Paura e scarsa conoscenza sono ingredienti micidiali, e la storia ha dimostrato che questi rappresentano una miscela esplosiva ben più pericolosa degli articoli pirotecnici” dichiara il presidente di ANISP Giuseppe Parente.
“Quando dilagano informazioni poco chiare e atteggiamenti al limite del Far West, il risultato non può essere che devastante: si influenza l’opinione pubblica in maniera tendenziosa, e cosa ben più grave si ostacola il libero mercato di prodotti già regolamentati da leggi comunitarie e nazionali, che evidentemente non si tenta nemmeno di applicare”.

La posizione dell’associazione, che da anni promuove la conoscenza e il corretto utilizzo degli articoli pirotecnici collaborando anche con la scuola pubblica, è chiara e inamovibile: se esiste uno Stop da imporre nel mese di dicembre, è quello sulle ordinanze selvagge che vietano in maniera acritica l’utilizzo dei fuochi artificiali.

Per contrastare il dilagare di queste azioni proibizionistiche, l’ANISP ha dato incarico all’avvocato Mariani dello studio legale Fiorentini (Roma) di richiedere un intervento urgente a tutti i Prefetti d’Italia affinché al fenomeno sia posto un freno decisivo.

La richiesta di intervento ai Prefetti d’Italia rappresenta il primo passo dell’ANISP verso una sensibilizzazione contro il fenomeno proibizionista in atto. L’Associazione si dichiara inoltre decisa a perseguire in ogni sede il diritto alla commercializzazione e all’uso di tutti i prodotti pirotecnici destinati ai consumatori all’interno del territorio comunitario e nazionale.

“E’ necessario fare una chiara distinzione tra botti e fuochi d’artificio, i primi spesso illegali e pericolosi, i secondi assolutamente legali e certificati, sottoposti a rigidi controlli” dice Fabrizio Valente, rappresentante commerciale del settore pirotecnico.

“C’è una legge che parla chiaro sulle modalità di utilizzo dei botti legali e dei fuochi d’artificio, basta rispettare quella, mentre i sindaci hanno lanciato una serie di ordinanze ingiustificate e restrittive che penalizzano fortemente la nostra categoria” aggiunge.

“Tra l’altro come associazione stiamo combattendo con ogni mezzo l’illegalità diffusa nel nostro settore e certamente questo moltiplicarsi di ordinanze e restrizioni non aiutano”.

La battaglia di sindaci, animalisti e altre associazioni contro i botti di Capodanno rappresenta un bel danno per le aziende produttrici e per i venditori: “Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un calo delle vendite, ma quest’anno la situazione è senz’altro peggiorata e valuteremo ai primi dell’anno le perdite” conclude Valente. E non si esclude che le ditte possano richiedere anche i danni.