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L'incontro

Atene, altra fumata nera per gli esperti in orientamento e formazione dell’ex Provincia

In 20 rischiano il posto. L'opposizione chiede che la Regione compri le azioni della società. La Giunta: "Faremo verifiche"

Genova. Ancora non si sa che fine faranno dal 1 gennaio 2016 i 20 lavoratori del centro Atene, società partecipata al 100% dalla Città metropolitana che si occupa di orientamento, formazione e politiche del lavoro. Le funzioni infatti sono state trasferite alla Regione Liguria ma non l’azienda: “La Regione Liguria – spiega Simona Margiotta rsu – dice che essendo un’azienda in house dell’ex Provincia non è di sua competenza e, da quel che abbiamo saputo è disposta al limite ad assorbire 6 informatici. Peccato che gli informatici siano 9 e per gli altri 11 non ci siano risposte”.

“Chi svolgerà al posto nostro i progetti di orientamento nelle scuole genovesi, che oggi coinvolgono circa 5 mila studenti, e che con la buona scuola diventano obbligatori?” hanno domandato i lavoratori agli assessori Berrino e Cavo che li hanno incontrati al termine del consiglio regionale insieme ai capigruppo. Lo stesso vale per l’analisi dei rendiconti degli enti di formazione per ottenere il rimborso dei corsi da parte del FSE che il centro Atene cura dal 2008.

I consiglieri di opposizione, da Rossetti a Paita, da Pastorino a De Ferrari, hanno chiesto alla Giunta di chiarire tecnicamente perché la Regione non può acquisire insieme alla funzioni della città Metropolitana anche le azioni di Atene in modo da assorbire i 20 dipendenti fondendo poi la società in parte con Arsel e in parte con Liguria digitale (che può assorbire gli informatici), ma per la Giunta e i tecnici della Regione esistono dei problemi.

“Non è una mancanza di volontà politica – replica l’assessore alla formazione Ilaria Cavo – se avessi la certezza che l’operazione può essere fatta in modo corretto, lo avrei già fatto”. E gli uffici della Regione, presenti all’incontro confermano i dubbi: “Se la Regione decide di acquisire la società Atene deve dimostrare di avere la capacità economica di poterla mantenere. in un secondo momento si può vedere se far rientrare i progetti nell’ambito delle possibilità di finanziamento Fse, ma solo in una seconda fase”.

L’incontro si è quindi aggiornato a ulteriori verifiche ma la soluzione per i venti dipendenti con 10-15 anni di esperienza sembra lontana. Una partita a parte riguarda i 15 lavoratori di Atp distaccati in Atene nell’ambito del piano concordatario dell’azienda del tpl provinciale. Al 31 dicembre dovrebbero tornare in Atp, ma il mantenimento del ‘distacco’ dei 15 lavoratori (che vale 600 mila euro l’anno) è una delle condizioni per la tenuta del difficoltoso piano industriale. Ma l’ipotesi al momento non sembra più percorribile.

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