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Il dibattito

Appalti, Giampedrone: per terzo lotto Bisagno no massimo ribasso

Incontro pubblico organizzato dal M5S Liguria sul tema degli appalti. Salvatore: "Sostituire massimo ribasso con qualità del risultato, dell’occupazione e sostenibilità ambientale"

Genova. “L’appalto per il terzo lotto della copertura del Bisagno, che dovrebbe andare a gara entro l’anno, lo affideremo in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e non di quello del massimo ribasso”. Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Protezione civile Giacomo Giampedrone nell’ambito del dibattito pubblico sul tema degli appalti organizzato dal gruppo regionale del M5S a cui hanno partecipato anche l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Genova Emanuele Piazza e il segretario generale della Fillea Cgil Fabio Marante.

“L’intento – ha spiegato la capogruppo del M5S Alice Salvatore – è per noi quello di sostituire il parametro del massimo ribasso con quelli della qualità del risultato, dell’occupazione e della sostenibilità ambientale. In Sicilia siamo riusciti a far approvare un ddl quasi all’unanimità, a Bologna è stato firmato un protocollo e ora vogliamo portare avanti la discussione anche in Liguria dove fra l’altro grazie agli appalti che verranno assegnati per la messa in sicurezza del territorio il tema è particolarmente importante”.

L’assessore Piazza ha spiegato che “il Comune di Genova sta elaborando con categorie e sindacati un protocollo del sistema degli appalti cittadini per passare dal criterio del massimo ribasso a quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa che tenga conto di parametri quali il rapporto qualità prezzo, l’organizzazione del lavoro e dei servizi, i tempi, la qualità delle lavorazioni, la sicurezza del lavoro, il rispetto dell’ambiente e la clausola sociale su cui l’Europa sta cominciando ad avere alcuni ripensamenti”.

Il segretario del sindacato degli edili della Cgil ha incentrato il suo intervento sulla necessità che in fase di assegnazione degli appalti, soprattutto quando si parla di grandi opere, venga tutelata l’occupazione locale: “Bisogna dare una risposta strutturale in modo che ad ogni assegnazione di appalti non dobbiamo presentarci con il cappello in mano – ha detto Marante – per questo serve un accordo generale”.