Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Yasmina Khadra a Genova: terroristi criminali, non islamisti

Genova. “Vogliono esportare la loro guerra, non sono islamisti, sono un’organizzazione criminale. Per me, che ho vissuto queste cose in Algeria, è un dramma che ritorna”. Così Yasmina Khadra, il grande scrittore algerino, ospite a Genova per la rassegna L’altra metà del libro a Palazzo Ducale, commenta i tragici fatti di Parigi.

“L’Algeria – dice – dovrebbe servire da esempio. Siamo riusciti a isolare i terroristi“. Lo scrittore definisce i terroristi “antimateria” e ricorda che “sono decenni che noi viviamo questo incubo ma per un europeo è uno shock”.

E poi definisce le priorità: “Ora bisogna combattere l’estremismo, non Assad, il ministro degli esteri Laurent Fabius sbaglia”.

Per localizzare un nemico bisogna conoscere le sue intenzioni e secondo Khadra i terroristi vogliono mettere le nazioni l’une contro le altre: “Sono stupito che continuiamo a chiamarli islamisti. Da tempo dico che bisogna dissociare queste persone dalla religione, perché in questo modo si dà loro una legittimità, un ideale attraverso cui sacrificarsi, così verranno dissociati da maggioranza dei musulmani, che hanno già troppi problemi e che sono le prime vittime di questa mostruosità”.

Per Khadra occorre agire con due modalità d’azione: militare e culturale. “Militarmente bisogna andare sino in fondo a questa guerra, culturalmente bisogna impedire ai giovani, che sono potenziali terroristi, di raggiungere le fila di Al Qaeda e Isis, perché chi intraprende la via del sangue è irrecuperabile. Bisogna far capire che la vera vocazione dell’essere umano è essere utile agli altri, non si può rispettare un artista senza rispettare la sua opera, quindi non si può rispettare Dio senza la sua opera principale, l’uomo. La più grande generosità di Dio è stata donare la vita, quindi toglierla a qualcuno è una doppia offesa”.

Per Khadra occorre spiegare che ricchi e poveri hanno le stesse preoccupazioni, che ci sono altre persone non più felici né infelici di loro, che ci sono persone ancora più frustrate e povere di loro e tuttavia non hanno mai cercato di distruggere la società.

“Questi giovani devono essere salvati da noi – sostiene – ma bisogna anche smettere di collocare il pericolo nei quartieri difficili, è una stigmatizzazione, perché dentro queste organizzazioni ci sono persone molto ricche e colte, ingegneri e ideologi, esperti di tattica militare, per questo bisogna unirci e fare blocco contro questo pericolo pubblico”.

E su chi ha parlato in tv in questi giorni è lapidario: “Dobbiamo smettere di pensare che il voyeurismo sia positivo e non bisogna mettersi dalla parte di chi diffonde discordia. Facciamo un appello alle coscienze e non sono le coscienze che si vedono in tv, quelli sono venditori di immagine. Da ex militare so bene che è la paura che nutre il terrorismo. Il vero sacrificio non è morire per una causa, ma continuare a vivere“.