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Vigili del fuoco, Usb: “In Liguria un pompiere ogni 11150 abitanti” foto

Liguria. Venerdì scorso a Sarzana, alla presenza del Sottosegretario all’Interno Giampiero Bocci, è stato inaugurato il nuovo distaccamento dei vigili del fuoco (atteso dal 1996). A margine del taglio del nastro, da parte di Bocci è partita una stoccata all’indirizzo della sigla sindacale Usb che è stata definita “minoritaria”.

Parole che non sono andate giù al segretario regionale del’Usb dei vigili del fuoco Stefano Giordano che ha replicato duramente: “È gratificante per uno dei Sindacati maggiormente rappresentativi nella Regione Liguria apprendere di essere uno dei tredici, tra l’altro il più ‘piccolo’. E’ evidente che Usb è stata vista come una mosca fastidiosa durante l’intervista e forse questo dovrebbe fare riflettere. Chi rappresenta i cittadini dice che è tutto perfetto, che si sono assunti 3000 vigili e che noi siamo ‘minoritari’ e in piazza da soli perché le altre sigle sono allineate con le volontà dell’amministrazione”.

A proposito dei numeri snocciolati dal sottosegretario, il coordinatore Usb ha voluto chiarire la situazione: “Ecco i numeri rassicuranti che denunciamo a chi dovrebbe dare notizie reali sulla nostra situazione: la popolazione totale della regione è di 1.583.000 abitanti con 142 vigili del fuoco terrestri in servizio in tutta la regione, quindi con una media di un vigile del fuoco ogni 11.150 persone”.

Guardando alle singole province liguri la situazione, come spiega Stefano Giordano, dice che soltanto Genova è messa peggio di Savona: “Il capoluogo regionale ha 862175 abitanti a fronte di 63 pompieri presenti con una media soccorritore/cittadino di 1/13685; Savona ha 282607 abitanti a fronte di 30 pompieri presenti con una media soccorritore/cittadino di 1/9420; Imperia ha 216818 abitanti a fronte di 26 pompieri presenti con una media soccorritore/cittadino di 1/8339; infine La Spezia h: 221663 abitanti a fronte di 23 pompieri presenti con una media soccorritore/cittadino di 1/9637”.

“I distaccamenti presenti nella regione sono 18 terrestri su un territorio di 5.420 chilometri quadrati e quindi un distaccamento ogni 301 chilometri quadrati. Il rapporto periodico sul rischio posto alla popolazione italiana da frane e inondazioni dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), indica che il rischio individuale è il rischio posto da un pericolo (frana o inondazione) a un singolo individuo, ed è espresso dall’indice di mortalità; dal 1964 ad 2013 mostra che purtroppo la Liguria è al primo posto nel caso di inondazione” prosegue Giordano.

“Nella situazione disastrosa in cui il cittadino vive quotidianamente, la politica e la nostra amministrazione introduce un nuovo concetto che stabilisce il rapporto soccorritore/abitante attraverso una media ponderata. Questo dato viene calcolato attraverso un concetto che accomuna la pubblica amministrazione: produttività. Il riordino del Corpo Nazionale firmato da tutte le organizzazioni sindacali tranne Usb stabilisce il nuovo assetto del soccorso tecnico urgente, utilizzando parametri che non corrispondono alle direttive europee (1/1000 abitanti). La chiusura imminente della sede provinciale di Savona, che sarà convertita in un distaccamento (in base al decreto sulla riorganizzazione dello Stato sul territorio) e la chiusura definitiva del nucleo sommozzatori di La Spezia sono l’esempio concreto di una inadeguatezza nell’affrontare l’aspetto idrogeologico della Regione”.

“Nel concreto si viene a determinare un vuoto del soccorso acquatico che impone ai nuclei di Genova e Roma una copertura di 1000 Km di costa. Quindi alla politica che crede di ‘camuffare’ i dati rispondiamo che oltre 40000 vigili del fuoco precari sono stati di fatto licenziati e che adesso andiamo verso la politica del ‘volontario’. Premettiamo che il volontario nei vigili del fuoco non corrisponde a quello che normalmente vediamo in giro in altre realtà ma è sinonimo di sfruttamento e scarsa attenzione. Parliamo di lavoratori sfruttati che non hanno nessuna forma dii sicurezza sui luoghi di lavoro e nessuna certezza sul loro futuro e questo, per la politica, un traguardo di cui vantarsi? Queste sono le verità che il cittadino deve sapere” conclude Stefano Giordano.