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Unioni Civili, il consiglio di Rapallo dice “no”. Il Comitato: “Indignati per l’ignoranza”

Nulla di fatto a Rapallo. Il consiglio comunale ha infatti bocciato la bozza di regolamento per l’istituzione del Registro delle Unioni Civili, portata all’attenzione dell’amministrazione dal Comitato Diritti Civili, formato da Articolo Uno, Partito Comunista dei Lavoratori, Rifondazione Comunista, Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà.

Un argomento “caldo”, che ha fatto spaccare la stessa maggioranza. Franco Parodi si è infatti astenuto, mentre Paolo Buzzi ha votato a favore come tutta la minoranza (esclusi Elisabetta Ricci, che si è astenuta e Armando Ezio Capurro, arrivato in aula dopo il voto). Assenti anche i consiglieri Anna Baudino e Walter Cardinali.

Dura la reazione del Comitato, che sperava che la proposta, che raccoglie il consenso di buona parte della cittadinanza, avesse non solo la giusta attenzione da parte del consiglio comunale, ma che riscuotesse il più ampio consenso possibile. Cosa che non è decisamente avvenuta.

“Siamo indignati per la profonda ignoranza dimostrata dal consiglio comunale durante la discussione, ad eccezione dei capigruppo Mele (Pd) e Solari (M5S), che con i loro interventi hanno sostenuto in modo convinto la proposta – spiegano i membri del comitato – ci è parso che alcuni consiglieri non avessero nemmeno letto la bozza presentata e che altri non ne abbiano proprio capito il contenuto”.

Poi un attacco nei confronti degli assenti. “Capurro, candidato sindaco del Pd alle scorse elezioni, è entrato in aula pochi secondi dopo la chiusura delle votazioni, seguito cronologicamente dai consiglieri Cardinali e Baudino. Che siano state assenze strategiche?”, si chiedono i fautori del regolamento.

“Il consiglio comunale, sulla base di diverse considerazioni e convinzioni, non tutte corrette e da noi non condivisibili, ha fatto perdere a Rapallo l’ennesima occasione per scrollarsi di dosso la fama di città conservatrice e arretrata, alla faccia delle centinaia di cittadini che hanno sottoscritto la bozza del regolamento”, termina il comitato, ricordando che in Italia sono già più di 350 i Comuni che lo hanno già adottato.