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Lettera al direttore

Uil: “Autorità portuale restituisca le risorse per l’allestimento delle banchine alla Fiera”

Genova. La situazione di Fiera di Genova è drammatica. I costi superano i ricavi? Ogni anno si crea un buco da 2 milioni di euro? Questa situazione non può ricadere sulle spalle dei dipendenti ma le responsabilità devono essere ricondotte all’incapacità di alcuni soci di programmare un piano di rilancio che garantisca il futuro per questo settore turistico. Viene il sospetto che per quest’area qualcuno abbia altri programmi. Un esempio per tutti? Dopo aver effettuato una riduzione del costo del personale e una messa in equilibrio del piano finanziario della società, in Autorità portuale un socio “blasonato” ha impedito con il suo voto la “possibilità commerciale” di Fiera, limitando la concessione al 31/12/15 (contestualmente lo stesso socio firmava l’accordo di salvaguardia occupazionale). Con questo accordo i lavoratori di Fiera hanno pagato un prezzo altissimo: hanno subito la decurtazione del salario, pensioni anticipate e ricollocamenti a vario titolo e oggi rischiano addirittura il posto di lavoro. Tutto questo è inaccettabile.

Separare le attività redditizie della Fiera da quelle in perdita come annuncia nella sua ricetta l’assessore al bilancio del Comune di Genova, Franco Miceli, è un’ incognita rischiosa per almeno una decina di lavoratori su 40 (8 sono già stati distaccati in altre società partecipate, 5 hanno i requisiti per andare in pensione, altri 17 dovrebbero essere assorbiti nel ramo di azienda affittato dalla Porto Antico spa).

Chiediamo a Comune di Genova, Regione Liguria, Città Metropolitana, Camera di Commercio e Autorità portuale di comportarsi da soci e di farsi carico di questa situazione che ormai sta per deflagrare sia per i lavoratori che per il polo fieristico cittadino di cui non si può accettare il declino. I soci devono chiarire se questo contenitore turistico ha ancora una valenza produttiva per la Città oppure no. Come si può tamponare la voragine debitoria? Autorità portuale dovrebbe – ad esempio – restituire le risorse impiegate da Fiera per allestire le banchine e messe a bilancio indebitamente da Palazzo San Giorgio. Parliamo di ben 7 milioni di euro.

Auspichiamo che nessun socio voglia far fallire Fiera per mantenere un’identità produttiva a scapito di quella turistica, riappropriandosi delle aree con la complicità silenziosa degli altri soci. Se fosse vero, ancora una volta per Genova e per chi la governa si perderebbe un’occasione di affermazione di qualità turistica in piena discontinuità con i dati prodotti dal settore come Pil regionale. Occorre ristrutturare il debito e mettere in sicurezza l’azienda salvaguardando tutti i lavoratori in organico e non “il maggior numero” come asserisce l’assessore Miceli.

Quando si parla di impatto occupazionale non si fa riferimento ai soli 40 dipendenti di Fiera ma a tutto l’indotto fieristico che conta artigiani, albergatori, ristoranti, tassisti ecc…

Fabio Servidei, segretario confederale Uil Genova e Liguria
Riccardo Serri, segretario generale Uiltucs Liguria